Mensa scolastica: solo pane e frutta ai bimbi che non pagano

By | 8 novembre 2017

Scuola, pasto 'alternativo' per bimbi che non pagano rate mensaUna decisione, quella presa in una scuola di Montevarchi (Arezzo) che ha già sollevato tante polemiche. A pranzo vengono somministrati pane con l’olio e frutta ai bimbi non in regola con il pagamento del servizio mensa. Il Comune ha deciso di introdurre il pasto ‘alternativo’ per scongiurare l’interruzione del servizio mensa ai figli di persone che non hanno pagato tutte le rate relative al servizio mensa. Le famiglie sono già state informate e molte sono rimaste perplesse. Scioccati anche molti politici dell’opposizione. E’ certo che tale novità rappresenterà la base per sferrare attacchi alla maggioranza. L’amministrazione comunale ha così giustificato la novità in tema di refezione: ‘A seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento comunale sulla mensa scolastica approvato la scorsa primavera, alla scadenza del 31esimo giorno di mancato pagamento del corrispettivo per il servizio, è stata introdotta una misura alternativa con la fornitura di un pasto composto da pane, olio e frutta, a garanzia soprattutto del minore, e per permettere ancora ai genitori di intervenire celermente mettendosi in regola con il pagamento, dopo che per 30 giorni il pasto è stato comunque erogato regolarmente, avendo avvertito e sollecitato più volte la famiglia di trovarsi in difetto’.

Il pasto ‘alternativo’

Quest’anno è entrato in vigore, a Montevarchi, un sistema fondato sul pagamento anticipato del servizio mensa. I genitori che non pagano o pagano in parte vengono sollecitati dal Comune ma i piccoli, per un mese, continuato a beneficiare dei pasti, come tutti. Se, nonostante gli inviti, non avviene la regolarizzazione, parte il pasto ‘alternativo’ per i piccoli.

‘Il bambino sarà accompagnato presso il locale scolastico dove si troveranno già altri bambini che consumano il loro pasto portato da casa’, scrive il Comune.

Sembra che il vecchio regolamento comunale prevedesse l’immediata interruzione dei pasti in caso di mancato pagamento delle rate relative alla refezione scolastica.

Lo scopo del Comune

L’obiettivo del Comune toscano, dunque, è garantire comunque un pasto, anche se minimale, ai piccoli che non pagano ed evitare il consumo di cibi rischiosi, specialmente per i piccoli con intolleranze alimentari: ‘La scelta, in accordo anche con la società che gestisce il servizio, è ricaduta sulla preparazione di pane, olio e frutta, in quanto considerati alimenti con scarsa intolleranza alimentare e nessuna controindicazione legata a motivi culturali o religiosi’.

Un comunicato del Comune, comunque, sottolinea che il pasto ‘alternativo’ non concerne i nuclei familiari con seri problemi economici, già aiutati dai servizi sociali: ‘La misura alternativa non riguarda le famiglie con disagi economici in quanto tali condizioni sono già state prese in carico dai servizi sociali. L’ultimo monitoraggio sul servizio effettuato dall’amministrazione ha attestato una percentuale di rispetto del pagamento per il 97% degli utenti’.

L’opposizione è sul piede di guerra non tollerando l’iniziativa relativa al servizio mensa scolastica. Francesco Maria Grasso, capogruppo di Montevarchi Democratica, ha fatto sapere mediante una nota: ‘Per la dignità della nostra Città, delle nostre scuole e dei nostri ragazzi attiverò una campagna mediatica senza precedenti per far ritirare questo ignobile provvedimento della attuale amministrazione’.

Contrario alla misura del pasto ‘alternativo’ anche il M5S, bollandolo come ‘discriminatorio’ e ‘poco funzionale’.

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