Messina, esalazioni killer stroncano 4 operai su nave Sansovino

By | 30 novembre 2016

Grave incidente sul lavoro, ieri, a Messina. 4 operai hanno perso la vita mentre erano impegnati in operazioni di saldatura all’interno della cisterna della nave traghetto Sansovino, ormeggiata nel porto del capoluogo siciliano. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Messina, condotta dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci.

Il cordoglio di Mattarella e Renzi

Secondo una prima ricostruzione, mentre gli operai stavano saldando una scintilla ha causato l’esalazione di gas venefici. I 4 sono rimasti frastornati: uno è morto sulla nave; gli altri 3 in ospedale. Sul luogo della tragedia sono arrivati immediatamente gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. Sgomento e tristezza per l’ennesima tragedia sul lavoro in Italia. Vuole fare luce sulla vicenda anche la Compagnia Caronte & Tourist Isole Minori, che ha già messo in azione una commissione interna d’inchiesta. La notizia ha sconcertato anche le cariche istituzionali. Il Capo dello Stato Mattarella ribadito che ‘ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro’; ha fatto eco al presidente della Repubblica il premier Renzi, secondo cui il dramma di Messina rappresenta ‘una ferita nel cuore dell’Italia che lavora’. Per il ministro del Lavoro Poletti bisogna accentuare i controlli e la prevenzione nei luoghi di lavoro.

Messina piange gli operai morti sul lavoro

Il bilancio dell’incidente avvenuto nella cisterna della nave traghetto Sansovino, a Messina, è di 4 morti e 2 feriti. I lavoratori sono stati stroncati dai gas tossici che si sono diffusi nella cisterna probabilmente dopo un principio di esplosione dovuto a una scintilla. Le vittime si chiamavano Christian Micalizzi, Gaetano D’Ambra, Santo Parisi e Fernando Puccio. I feriti, invece, sono Salvatore Virzì e Nino Lombardo.

Attualmente il fascicolo aperto dalla Scaminaci è contro ignoti. I reati ipotizzati sono omicidio colposo e lesioni. I 4 operai che hanno perso la vita a Messina sono solo gli ultimi di un lungo elenco di vittime delle esalazioni. Non è la prima volta, infatti, che durante le operazioni di pulizia o manutenzione di cisterne o vasche si sprigionano gas tossici. Lo scorso 5 febbraio, ad esempio, ha perso la vita per le esalazioni killer un marinaio 24enne che si trovava su una nave battente bandiera russa. Il tragico episodio è avvenuto tra i porti di Vasto e Ortona.

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