Messina, estrazione dente fatale: Veronica muore per arresto cardiocircolatorio

By | 26 maggio 2016

Oggigiorno non si può più stare sicuri neanche dal dentista. Quella che viene da Messina è una storia allarmante, che merita certamente attenzione e sui cui gli inquirenti dovranno svolgere innumerevoli accertamenti. Una 32enne, Veronica Tedesco, si era recata in uno studio dentistico in via S. Camillo, nei pressi del Municipio, ma è deceduta durante l’estrazione di un dente. In base ai primi accertamenti, Veronica è morta per un arresto cardiocircolatorio. Sul posto sono arrivati subito i poliziotti, che hanno subito chiesto al medico, all’anestesista e alla segretaria di recarsi con loro nella caserma Calipari per rispondere ad alcune domande. A breve verrà eseguito l’esame autoptico sul corpo della Tedesco per chiarire le cause del decesso. Le forze dell’ordine hanno messo i sigilli allo studio dentistico perché è stato sottoposto temporaneamente a sequestro. Beh, episodi come questo non fanno altro che alimentare la fobia del dentista di molte persone. C’è chi non vuole recarsi presso studi odontoiatrici perché ha paura. Timore di che cosa? Del dentista e del dolore. “E se sbaglia?”, si domandano in molti. Ancora non sappiamo se la morte della Tedesco sia stata dovuta a un errore del dentista o di un membro del suo staff, ma è certo che la donna è entrata viva nello studio dentistico e ne è uscita morta.

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Quando ci si reca dal dentista sono sostanzialmente due, dunque, i timori: il conto salato che ci presenterà il dentista e il fastidio provocato dai tanti strumenti usati dal professionista. Solitamente, gran parte delle persone si preoccupa maggiormente della professionalità e della reputazione di un odontoiatra piuttosto che della strumentazione che usa, dell’igiene presente nello studio, e dei materiali sfruttati, che poi verranno usati per interventi sui denti. Prima di informarsi sulle doti e capacità di un dentista, dunque, sarebbe meglio verificare la tipologia di strumentazioni usate nel suo studio perché, forse non tutti lo sanno, si corre, da un lato, il rischio di venire infettati da virus e batteri degli altri pazienti e dall’altro quello di intossicarsi a causa di materiali tossici usati per le otturazioni o impianti. Si perché molti materiali hanno un elevato potenziale elettrochimico, quindi possono innescare reazioni allergiche.

Questi rischi sono stati messi in evidenza perché gli esperti del Collegio dei docenti di odontoiatria hanno scoperto che il 90% dei dentisti italiani usa strumenti obsoleti o comunque non idonei ad evitare la trasmissione di infezioni da un paziente all’altro. Franco Castellini, ingegnere ed esperto nel campo della chimica e dell’igiene applicata, ha spiegato:

“Il 90% dei 45.000 odontoiatri della Penisola utilizza riuniti non al passo con gli ultimi ritrovati tecnologici, strumenti non necessariamente vecchi ma comunque non in grado di proteggere il cliente dai rischi infettivi”.

Ecco, vogliamo solo ricordare ai dentisti italiani che svolgono un mestiere delicato, ed anche un minimo sbaglio o una leggerezza può mettere a repentaglio la vita di un paziente. Agite con estrema cautela!

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