Migrante incinta e malata respinta in Italia dalla Francia

By | 24 marzo 2018
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migrante-incinta-francia-italiaUna storia triste, desolante, quella accaduta al confine tra Francia e Italia. Le autorità francesi hanno respinto una migrante incinta e malata. I medici italiani hanno accolto la migrante, l’hanno curata, hanno cercato di mantenerla in vita. Alla fine, la straniera è deceduta ma il bimbo che aveva in grembo è sano e salvo. Il piccolo, alla nascita, pesava circa 700 grammi. Il parto cesareo, avvenuto alla 29esima settimana, risale allo scorso 15 marzo. Solo adesso però la triste storia è balzata agli onori delle cronache.

Parto cesareo

La migrante era in dolce attesa e malata ma, nonostante ciò, aveva tentato di recarsi in Francia mediante il confine di Bardonecchia (Torino). Le autorità francesi, inflessibili, non l’hanno fatta entrare. A prendersi cura della donna, lo scorso febbraio, erano stati vari volontari appostati nei pressi della stazione ferroviaria. La migrante era stata dapprima condotta all’ospedale di Rivoli e poi al Sant’Anna di Torino. Il personale sanitario l’aveva subito medicata, constatando il grave quadro clinico. Quella donna doveva vivere il più possibile anche perché aspettava un bimbo. Le condizioni della migrante si erano aggravate e i medici ne avevano disposto il trasferimento nel reparto di Rianimazione. L’unica soluzione era il parto cesareo. Il piccolo è nato senza problemi ed ora si trova nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Anna. le sue condizioni di salute sono buone. Purtroppo dovrà vivere senza la mamma, uccisa dalla grave malattia e dall’indifferenza di tante persone.

Caos migranti in Francia

In Francia ci sono tanti migranti, come in Italia ed altre nazioni europee del resto. Quello dei flussi migratori rappresenta un grave problema, in Europa, ma azioni simili a quella delle autorità francesi, che hanno respinto una donna incinta e malata di tumore, non si possono giustificare in nessun modo. Il Governo del presidente francese Emmanuel Macron ha presentato recentemente un progetto di legge che perfino alcuni dei suoi sostenitori hanno definito eccessivamente rigoroso. Secondo i gruppi per i diritti umani il progetto favorirà l’espulsione dei richiedenti asilo. Gerard Collomb, ministro degli Interni francese, non ha nascosto, durante un suo intervento, l’obiettivo del Governo francese, ossia superare la sfida politica dell’estrema destra. Il ministro transalpino ha riferito ai giornalisti che ‘la questione dei migranti è un problema che può portare a difficoltà’.

La nuova legge transalpina sull’immigrazione clandestina

La nuova legge francese sull’immigrazione renderebbe più difficile la vita a chi entra in Francia illegalmente; ad esempio ci sarebbe meno tempo per presentare la domanda di asilo e il ricorso in caso di rigetto della domanda. La legge rispecchia, in un certo senso, la volontà popolare. Secondo un recente sondaggio oltre il 60% dei francesi ritiene che in Francia ci siano troppi immigrati. La legge è anche frutto di due realtà esistenti nella politica francese: il boom di richiedenti asilo in Francia e i numerosi consensi per Marine Le Pen leader del Front National, partito di estrema destra che da sempre si batte per ridurre il numero di migranti nel Paese e rafforzare i controlli alle frontiere.

Macron sa bene che la sua grande sfida politica, in futuro, sarà quella di conquistare l’elettorato che, alle scorse elezioni presidenziali, ha optato per Marine Le Pen. Emmanuel cerca in qualche modo di accontentare la sinistra ma non inimicarsi la destra e l’estrema destra. La nuova legge sull’immigrazione ha lasciato perplessi sia i gruppi pro migranti che la sinistra. Ciò fa intuire che il presidente Macron potrebbe aver centrato il bersaglio. ‘È una legge che significherà una brusca battuta d’arresto per i diritti umani’, ha affermato Jean-Claude Mas di Cimade, una delle maggiori associazioni di aiuto ai profughi in Francia. La legge francese targata Macron rende insomma complicata la vita di chi chiede asilo politico in Francia. ‘Moltiplica i casi in cui è possibile la detenzione’, ha detto Marie-Aimée Peyron, leader del Paris bar nel corso di un’intervista. Condivide l’opinione della Peyron anche Olivier Faure, leader dei Socialisti in Parlamento, che ha scritto su Facebook: ‘Dobbiamo superare questo fattore. La paura ha avuto il sopravvento sulla ragione per troppo tempo’.

In base alla nuova legge francese, i migranti che entrano illegalmente in Francia avranno solo 90 giorni per presentare domanda di asilo, contro gli attuali 120. Qualora la richiesta venisse respinta, i profughi non avranno più un mese per fare ricorso ma solo 15 giorni. I migranti considerati non idonei ed obbligati a lasciare la Francia potrebbero essere sottoposti alla ‘detenzione amministrativa’ per 90 giorni (o forse di più), rispetto agli attuali 45 giorni prima di essere allontanati dalla nazione. Le domande di asilo sarebbero state trattate in 6 mesi dalle autorità francesi, invece degli attuali 14 mesi. Il ministro degli Interni Collomb, ha precisato che la nuova legge è ‘equilibrata e completamente allineata alla legge europea’, ricordando che ci sono tante similarità tra la nuova normativa nazionale e le leggi di altri Stati europei. ‘Avremo lo stesso tipo di procedure degli altri Paesi europei’, ha aggiunto Collomb.

Molti francesi, però, contestano la nuova legge francese sull’immigrazione, ritenendola lesiva di molti diritti. La Peyron, ad esempio, ha esclamato: ‘Se la patria dei diritti dell’uomo non si oppone vigorosamente a questa legge, io non capisco più nulla’. Il ministro degli Interni francese, lo scorso mese, aveva definito ‘senza precedenti’ il livello di violenza a Calais. Una situazione grave dovuta alle continue lotte tra bande afghane e kurde che tentano di controllare il traffico di esseri umani tra Calais e la Gran Bretagna, traffico considerato occasione di business. Lo stesso Macron, in occasione della sua visita a Calais, ha rimarcato la nuova politica sull’immigrazione: alimenti e sostegno a chi ha il diritto di restare in Francia e allontanamento di chi è entrato illegalmente.

Tantissimi asiatici e africani si asono affrontati per le strade di Calais con spranghe di ferro e coltelli dopo qualche settimana dalla visita del presidente Macron. Questo aveva assicurato che si sarebbe impegnato a risolvere il problema dell’immigrazione clandestina. A Calais ci sono sempre scontri. La località francese è diventata il simbolo dell’incapacità europea di controllare i flussi migratori. Scontri che hanno anche rafforzato la percezione che le autorità francesi non riescano a garantire una sicurezza sufficiente nel Paese.
Chiudiamo questo post citando uno stralcio di articolo pubblicato su Paris Match di recente: ‘Emmanuel Macron l’ha fatto, mai prima d’ora un presidente della Repubblica è diventato impopolare così in fretta e poi è diventato di nuovo popolare’.

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