Minacciata di morte dal padre, Amna aveva chiesto aiuto sui social: ora è scomparsa

By | 4 novembre 2017

Arabia Saudita, Amna Al-Juaid scomparsa: minacciata di morte dal padreIl padre e lo zio l’avevano più volte minacciata di morte perché volevano a tutti costi farla sposare con il cugino. Amna Al-Juaid, 20enne araba, non amava quell’uomo, non voleva passare tutta la vita con una persona per cui non provava nulla, ed aveva chiesto aiuto sui social. ‘Ci ho pensato centinaia di volte prima di girare questo video; se sparisco è perché mi è successo qualcosa di brutto’, ha detto recentemente Amna in un filmato diffuso sui social. La ragazza era stata obbligata dalla famiglia ad abbandonare la scuola perché doveva convolare a nozze con il cugino. Difficile, per le ragazze, vivere liberamente in Arabia Saudita; o meglio, è semplice se si fa quello che impongono i genitori. In un altro filmato diffuso sul web, la 20enne aveva detto: ‘Non posso più sopportarlo, non ce la faccio più. Non posso pensare di vivere il resto della mia vita accanto a una persona che non amo’. 

L’inerzia della Polizia araba

La povera Amna è obbligata a sposare una persona che non ama. Lo ha sottolineato più volte con i suoi video, diventati virali. La giovane araba ha anche raccontato di aver pensato di fuggire di casa, ma un’azione del genere, nella sua nazione, costituisce un reato sanzionato con il carcere e tante frustate.

Amna si era recata anche alla Polizia ma non aveva ottenuto garanzie, dovendo ritornare a casa e sottostare al volere dei suoi familiari.

Adesso si sono perse le tracce di Amna, è come se fosse svanita nel nulla. Il mondo è preoccupato per una ragazza privata della possibilità di gestire la sua vita. Il popolo del web è dalla parte della 20enne araba, di cui non si sa più nulla dallo scorso 15 ottobre 2017.

L’hashtag #saveamna

Diversi internauti hanno promosso una mobilitazione internazionale per ritrovare e salvare la Al-Juaid, lanciando l’hashtag #saveamna.  La stessa organizzazione Human Rights Watch si sta interessando del caso.

Sebbene gli abusi domestici, in Arabia Saudita, siano considerati reati dal 2013, per le donne è ancora molto difficile sottrarsi alle violenze degli uomini, tra le mura domestiche, così come è estremamente arduo denunciarli. La parola degli uomini, nel Regno mediorientale, vale ancora di più rispetto a quella del ‘gentil sesso’.

I filmati di Amna sono ancora in Rete e tantissimi internauti continuano a condividerli per favorire il rapido ritrovamento e la protezione della ragazza.

C’è chi, in Rete, esprime il proprio disgusto per il sistema arabo, dove ancora vige il ‘guardiano’ maschile. In sostanza, ogni donna deve sottostare al volere delle figure maschili della propria famiglia. Un sistema indubbiamente retrogrado e discriminatorio, che sottolinea la condizione di sudditanza delle donne in un Paese, che timidamente cerca di apparire meno conservatore.

Un utente di Twitter ha scritto: ‘Siamo orgogliosi dei nuovi progetti e della nuova visione del Paese, ma cosa è stato fatto finora sul pano dei diritti umani e dei diritti delle donne? Ci sono miglioramenti su questo versante?’.

Le donne arabe hanno sempre lottato contro l’ancestrale sistema del ‘guardiano’ maschile e, anche se negli ultimi tempi sono stati fatti passi in avanti, sono ancora vincolate al rigido impianto normativo.

Il ‘guardiano’ maschile, secondo la normativa araba, ha diritti sulla libertà di movimento delle donne, sulle scelte professionali e su altri aspetti della vita.

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