Minigonna e rossetto vietati alla scuola media di Moncalieri

By | 8 maggio 2018

Minigonne vietate nella scuola media: circolare MoncalieriLe studentesse di una scuola media di Moncalieri non potranno più indossare minigonne e mettere il rossetto; gli studenti invece non potranno più presentarsi in classe con jeans strappati e canottiera. La novità è stata annunciata sul profilo Facebook dell’istituto comprensivo Centro Storico. A volere il nuovo dress code, che a molti potrebbe sembrare un po’ antiquato, è stata la preside Valeria Fantino.

Si è perso il ruolo educativo?

‘Penso sia arrivato il momento di mettere un freno a certi abbigliamenti eccessivi durante l’orario scolastico. Non è un provvedimento retrogrado o antifemminista perché vuole educare i ragazzi ad avere un vestiario consono a dove ci si trova’, ha affermato il dirigente scolastico della scuola media alle porte di Torino.

Secondo Valeria Fantino negli ultimi 20 anni ‘si è perso il ruolo educativo perché il modello veicolato dalle tv è quello di mettere in mostra il corpo senza remore o pudori’.

Il nuovo dress code a scuola proposto dalla preside Fantino ha incassato 140 voti a favore e 2 contrari. A breve verrà esaminato anche dal consiglio d’istituto. Basta dunque a studenti in classe con jeans che coprono poco, canottiere e minigonne. Basta a studentesse con il rossetto sulle labbra. E i genitori cosa ne pensano?

Non tutte le situazioni sono uguali

‘Genitori e docenti sono d’accordo, anche loro si rendono conto che è necessario porre dei limiti. Nessuno vuole dire ai ragazzi cosa devono indossare nelle ore libere, ma bisogna insegnare loro che non tutte le situazioni sono uguali’, spiega la Fantino, aggiungendo che a partire da settembre alcuni stilisti verranno invitati a scuola. Perché? Per spiegare ai ragazzi come vestirsi nei differenti contesti.

Il trucco, secondo la preside piemontese, è diventato un problema perché non è raro vedere tredicenni a scuola truccate come ventenni prima di una serata in discoteca. L’obiettivo, dunque, è far capire ai ragazzi che ogni ambito ha il suo dress code. Ne è convinto anche Edgardo Pansoni, preside del liceo Scientifico Einstein di Milano, stanco di vedere studentesse con camicette connotate da scollature da capogiro.

Nei mesi scorsi Pansoni aveva diffuso una circolare che richiamava al ‘comune senso del pudore’. Dello stesso avviso anche il dirigente dell’istituto alberghiero Vespucci di Milano che, mediante una circolare, ha vietato ai ragazzi di recarsi a scuola con pantaloncini corti, minigonne, microgonne e canottiere.

La scuola non è una spiaggia

A ritenere che la scuola non è una spiaggia, o comunque un luogo dove ci si può vestire in qualsiasi modo, è anche Giovanna Nunziata, preside del Convitto Cicognini di Prato che, con una circolare, ha vietato agli studenti e alle studentesse di recarsi a scuola con gonne e pantaloni troppo corti.

La Nunziata ha spiegato che la circolare ‘serve per ricordare che a scuola si va con un abbigliamento consono. C’è un regolamento deliberato in sede di consiglio d’istituto che va applicato. D’altra parte i ragazzi e soprattutto le ragazze è bene che si ricordino che sono a scuola e non in spiaggia. Il Convitto rispetta certi canoni, siamo in un luogo di studio dove si va per imparare non solo la didattica ma anche le regole di comportamento, educazione e decoro’.

In Europa molte scuole hanno imposto agli studenti rigidi dress code agli studenti. In alcune nazioni ci sono leggi che trattano la materia; in Italia, invece, ogni scuola deve adottare circolari ad hoc.

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