Curiosità

Modelle iraniane arrestate perché senza velo su Instagram

In Paesi come l’Iran può costare caro, alle donne, non indossare il velo. Lo sanno bene 8 modelle che recentemente hanno postato su Instagram diverse foto che le ritraggono senza il tipico velo. Le donne sono state arrestate e, ognuna di esse, rischia una multa fino a 2.000 euro. La notizia è stata riportata dall’avvocato Abdossamad Khorramshahi. Le modelle sono finite in manette nell’ambito di un’operazione ribattezzata ‘Ragno Due’, finalizzata al contrasto di azioni contrarie alla legge islamica sul web. A differenza di Twitter, Facebook e YouTube, che sono oscurati in Iran, Instagram è liberamente accessibile. Un funzionario della Polizia, Saeed Montazer al-Mahdi, ha dichiarato:

“Il dovere della Polizia è di perseguire questi crimini anche perché le modelle hanno milioni di follower”.

Hanno condiviso foto contrarie alla legge islamica, che impone alle donne di indossare il velo, ed ora le modelle rischiano grosso. Le autorità iraniane vogliono reprimere in tutti i modi le donne che promuovono la promiscuità ‘occidentale’. La Polizia iraniana ha detto che sono indagate, finora, circa 170 modelle. I nomi delle donne finite in manette non sono stati resi noti. Sembra che molte modelle, per evitare l’arresto, siano già fuggite dall’Iran, nazione con leggi molto severe. Nelle ultime ore è comparsa davanti ai giudici anche Elham Arab, modella dai capelli biondi con un grande seguito su Instagram. I giudici hanno accusato la fascinosa iraniana di “promuovere la promiscuità occidentale”. La donna è stata anche costretta a scusarsi pubblicamente:

“Tutte le persone amano la bellezza e la fama. Vorrebbero essere notate. E’ importante però che conoscano il prezzo da pagare per essere notate”.

Tra le donne prese di mira dalle autorità iraniane anche Melika Zamani, nota attrice, stilista e modella molto attiva on line, con 360.000 seguaci su Instagram. Gli arresti delle ultime ore non sono altro che espressione del tentativo delle autorità iraniane di controllare l’espressione on line. Nel Paese, lo ricordiamo, sono finiti in prigione molti artisti, attivisti e blogger. Tara Sepehri Lontano, attivista di Human Right Watch che combatte per il riconoscimento dei diritti delle donne in Iran, ha affermato che gli attacchi contro gli utenti dei social media che non sono attivisti politici o sociali rappresentano un “fenomeno relativamente nuovo”. Tara ha aggiunto:

“Molte persone sono state arrestate e condannate per la pubblicazione di materiale sui social media che è stato ritenuto offensivo dai funzionari di Governo o ritenuto una minaccia alla sicurezza nazionale”.

I social media, e nello specifico Instagram, sono stati fondamentali negli ultimi anni per la crescita dell’industria della moda iraniana.

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