Cronaca

Modena: quarta fiaccolata per la vita nascente

«Ogni bambino ha diritto a nascere e ad essere accolto dalla nostra società. Il messaggio principale che ci unisce è che è possibile accogliere la vita anche in situazioni di difficoltà»: una trentina di associazioni e comunità cattoliche, ortodosse ed evangeliche insieme invitano la cittadinanza alla quarta “Fiaccolata per la vita nascente” che avrà luogo domenica 26 marzo a Modena. Il momento di preghiera, realizzato con il supporto dell’Ufficio per la Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Modena — Nonantola, percorrerà le vie del centro con partenza alle 18 da Largo Porta Sant’Agostino.

Fedeli di diverse chiese insieme per esprimere vicinanza alle mamme in difficoltà

La data scelta ricorda l’Annunciazione di Gesù. Andrea Mazzi della Comunità Papa Giovanni XXIII è fra gli organizzatori: «È bello scoprire che l’interesse per questi bambini e per i loro diritti non è patrimonio di una singola associazione o comunità ecclesiale, ma che il cuore di tanti batte per loro. Scegliamo insieme di promuoverne i diritti e di sostenere e valorizzare le mamme in difficoltà». Fra le testimonianze saranno presenti quella di una mamma che ha accolto la vita in una situazione difficile a causa della malattia, quella di un volontario che incontra le gestanti, quella di un farmacista obiettore di coscienza. Il momento conclusivo in Piazza Roma vedrà i saluti delle autorità civili e religiose, con la presenza dell’Arcivescovo di Modena — Nonantola Mons. Erio Castellucci.
 Nell’edizione 2016 erano stati centinaia i fedeli di diverse appartenenze che avevano partecipato: vedi il video e scarica il volantino dell’edizione 2017.

Troppi aborti in Africa

In Italia molte donne preferiscono non portare a termine la gravidanza per svariati motivi, economici in primis. C’è chi vive nella precarietà e chi è flagellato da gravi malattie. Queste donne, queste persone che soffrono devono essere aiutate. Per fortuna esistono realtà importanti come la Comunità Papa Giovanni XXIII che, ogni giorno, assistono moltissime persone in difficoltà. Forse tutti non sanno che, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, c’è un boom di aborti che, oltretutto, vengono effettuati in maniera pericolosa e clandestinamente. Nei Paesi sviluppati il tasso di abortività è ovviamente minore anche per la maggiore diffusione di contraccettivi. E’ necessario che medici ed esperti europei e americani si rechino nei Paesi in via di sviluppo per aiutare le tante donne in difficoltà. Spesso si interrompono le gravidanze con leggerezza e in luoghi angusti. Praticare un aborto in modo scorretto aumenta anche il rischio di patologie. In Africa la maggior parte delle interruzioni di gravidanza sono illegali. Bisogna riflettere.

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