Esteri

Monte Bianco, tutti evacuati i prigionieri della funivia bloccata a 3800 metri

E’ finalmente terminata la disavventura iniziata nel pomeriggio di ieri, che ha visto 110 turisti di diverse nazionalità intrappolati a 3800 metri di quota, nella tratto di funivia che collega le stazioni dell’Auguille du Midi e Punta Helbronner.

L’incidente

Stando alle prime ricostruzioni e al comunicato rilasciato dalla società francese che gestisce l’impianto, le forte raffiche di vento avrebbero causato un accavallamento dei cavi, impedendo l’ordinario rientro di alcune cabine, ognuna trasportante quattro passeggeri. La struttura, situata nel versante francese del Monte Bianco, è stata costruita nel 1957, ma è stato subito specificato che l’anno di costruzione non è stato causa dell’incidente: infatti ogni anno si svolgono numerose verifiche e si è intervenuto giù più volte per modernizzare e rendere sicura la funivia.

Il blocco è avvenuto intorno alle 16, ma i soccorsi sono stati allertati solo qualche ora dopo: inizialmente si sono alzati in volo tre elicotteri francesi e svizzeri, a cui se n’è aggiunto un quarto della Protezione Civile italiana, tempestiva nell’inviare soccorsi dopo la segnalazione ricevuta da Roberto Francesconi, amministratore delegato di Skyway, società che gestisce l’impianto.

La notte e la nebbia hanno fermato l’evacuazione

Le cabine sono rimaste sospese su uno strapiombo di circa cinquanta metri: i soccorritori, calati  dagli elicotteri, hanno tratto in salvo gran parte delle persone intrappolate a bordo nel giro di poche ore, ma l’arrivo della nebbia e dell’oscurità hanno interrotto l’evacuazione.

Troppo pericoloso continuare, la scelta migliore è stata fornire viveri e coperte ai 16 malcapitati, che hanno trascorso la notte in cabina con una temperatura prossima allo zero.

Intanto i tecnici anche al buio hanno continuato il loro lavoro, riuscendo infine a sbloccare i convogli: questa mattina alle nove le cabine sono giunte, con un ritardo di 18 ore, in stazione, dove sono stati accolti gli ultimi malcapitati, pronti a ritornare a casa.

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