Cronaca

Morbillo da scambio culturale: profilassi per studenti e insegnanti

morbillo-studente-francese-trevisoUn caso di morbillo, l’ennesimo, a Treviso. Un episodio registratosi nel corso di uno scambio culturale. Un ragazzino che frequenta le scuole medie delle Canossiane è stato ricoverato con i tipici sintomi del morbillo. La profilassi è scattata subito per alunni ed insegnanti in modo da evitare pericoli. Il giovane colpito nei giorni scorsi da morbillo proviene da un istituto di Orleans. Dopo un breve ricovero nell’ospedale trevigiano, il minore è tornato in Francia con i suoi compagni. A Treviso però è scattata la psicosi morbillo. La patologia è estremamente contagiosa e quindi è scattata immediatamente la profilassi per tutti coloro che negli ultimi giorni hanno avuto contatti con il ragazzino francese, ovvero insegnanti e studenti della scuola media dell’istituto canossiano Madonna del Grappa di Treviso, in viale Europa.

Psicosi morbillo a Treviso?

Il servizio di igiene e sanità pubblica dell’Usl 2 ha stabilito che tutti coloro che sono entrati in contatto con lo studente francese dovranno presto sottoporsi alla terapia contro il morbillo. Non è giusto comunque parlare di psicosi morbillo a Treviso, visto che è stata ordinata la profilassi solo per la classe toccata dal gemellaggio. La profilassi, chiaramente, è stata disposta per finalità precauzionali. Tutti quelli a cui è stato inoculato il vaccino MPR o le IgG dopo aver avuto contatti con un soggetto malato di morbillo devono essere monitorati costantemente per un periodo pari all’incubazione della malattia perché possono comparire i sintomi tipici della patologia.

Morbillo non è stato debellato: prevenzione necessaria

Molti considerano il morbillo una patologia ormai debellata, oppure trascurabile. Non è così. I dati parlano chiaro: l’anno scorso, in Italia, si sono registrati 4.991 casi di morbillo, un numero 6 volte superiore al 2016. Il bollettino del Ministero della Salute sottolinea che il numero di casi di morbillo, in Italia, è il maggiore in Europa dopo la Romania. Nel Bel Paese le complicazioni si sono ravvisate nel 35,8% dei casi.

Il dg Francesco Benazzi ha detto relativamente al caso di morbillo a Treviso che ‘una decina tra studenti e docenti che frequentano la scuola media all’istituto canossiano Madonna del Grappa di Treviso, su ordine del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 2, dovranno sottoporsi a vaccinazione contro il morbillo o al richiamo dello stesso’.

Nel 2016 tre persone avevano sfiorato la morte, sempre a Treviso, a causa del morbillo. I soggetti si erano presentati all’ospedale lamentando strani malesseri che, secondo loro, erano dovuti ad allergie. La vera causa dei problemi era il morbillo. Un uomo aveva contratto il morbillo in Romania e, dopo il rientro in Italia, aveva contagiato altre due persone. Anche all’epoca era scoppiata una vera psicosi. Francesco Benazzi aveva dichiarato: ‘Non sono stati ravvisati casi pediatrici, sono adulti con età compresa fra i 48 e i 65 anni, tutti non vaccinati. Il rischio di contagio non è solo quello sul territorio ma riguarda, in questi anni chi si muove all’estero dove le campagne di vaccinazione non sono previste, come i Balcani. Anche la poliomielite in Italia non c’è più, ma in altri Paesi persiste. Bisogna vaccinarsi’.

Come evidenziato dall’esperto Benazzi, le patologie infettive non sono mai andate in pensione. Esistono sempre e colpiscono. E’ necessaria perciò l’immunizzazione. Solo con i vaccini, secondo la comunità scientifica, si fa un’ottima prevenzione. ‘I non vaccinati sono a rischio perché se manca la copertura, quando ad esempio non viene vaccinata una coorte il rischio si estende’, aveva concluso Benazzi. Negli ultimi anni, dunque, in Italia c’è stato un boom di casi di morbillo. La Sicilia, nel 2018, è la regione dove si sono registrati più casi, secondo quanto riferito da Massimo Andreoni, docente ordinario di malattie infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma ‘Tor Vergata’. Snoccioliamo qualche dato per rendere note le dimensioni del problema.

L’anno scorso si sono registrati 14.451 casi di morbillo e 30 morti; nel 2016 la patologia aveva colpito 4.643 persone. Nell’arco di un anno, perciò, i casi sono aumentati del 400%. Le nazioni europee dove la malattia colpisce duramente sono Romania e Italia. Un terzo dei malati europei si trova nel Bel Paese.

Gli esperti della Società italiana di malattie infettive e tropicali approva i dati diffusi dell’Oms, secondo cui l’88% dei casi di morbillo che si sono registrati l’anno scorso in Italia è l’effetto della carenza di immunizzazione; il 6% dei casi, invece, della superficialità dei pazienti, che hanno fatto una sola dose.

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