Morbillo uccide bimba a Roma, poteva salvarsi col vaccino

By | 28 giugno 2017

Roma, morbillo uccide bimba di 9 anni: niente vaccinoIl morbillo torna ad uccidere in Italia. Una patologia che ormai era considerata ‘domata’ torna a fare vittime. L’ospedale Bambino Gesù di Roma ha confermato che, lo scorso 28 aprile 2017, una bimba di 9 anni è morta a seguito delle complicazioni del morbillo, contro cui non era stata immunizzata. La minorenne, affetta da una tremenda patologia genetica, era entrata nel noto nosocomio romano lo scorso 19 aprile. La malattia genetica, precisano fonti sanitarie, non era inconciliabile con la vaccinazione contro il morbillo. I primi sintomi di tale patologia si erano manifestati lo scorso 14 aprile. La diagnosi, invece, era arrivata qualche giorno dopo. A stroncare la piccola sarebbero state proprio le conseguenze del morbillo, ovvero l’insufficienza respiratoria e la polmonite. Un corpicino così piccolo e debilitato non ha saputo reggere simili malesseri.

Lo stupore di Walter Ricciardi

Il caso della bimba morta all’ospedale Bambino Gesù di Roma per morbillo ha lasciato di stucco anche Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità. L’esperto ha spiegato, durante un’intervista all’Ansa, che la piccola poteva essere vaccinata e, quindi, salvata. Come dire, la carenza di immunizzazione l’ha uccisa. La scarsa consapevolezza dell’importanza delle vaccinazioni ha fatto l’ennesima vittima. Ricciardi ha anche ricordato che per la suddetta bimba il vaccino era ancor più importante perché affetta da una patologia genetica: ‘La piccola si sarebbe potuta salvare se fosse stata immunizzata contro il morbillo’. Il presidente dell’Iss ha poi aggiunto che, in certi casi, è impossibile immunizzare i piccoli perché affetti da particolari patologie che compromettono il sistema immunitario; in altri casi, però, l’immunizzazione sarebbe determinante. Il caso della bimba deceduta all’ospedale Bambino Gesù ne è un chiaro esempio.

La cultura no vax

La cultura no vax è rischiosa? Sembra proprio di sì. Nelle ultime ore, ad esempio, è balzato agli onori delle cronache il caso di un bimbo di 10 anni ricoverato per tetano in Sardegna. Il piccolo è rimasto infettato durante una vacanza coi genitori. Anche tale minorenne non era stato vaccinato contro il tetano. Il batterio Clostridium tetani avrebbe messo a repentaglio l’incolumità fisica del bimbo che doveva essere immunizzato. E’ la prima volta, dopo 30 anni, che un bambino viene contagiato dal tetano. Secondo le ultime informazioni, il minore non rischia la vita ma si trova ancora in ospedale perché, comunque, permangono i sintomi della patologia, come la paralisi dei nervi cranici. Il piccolo sarebbe rimasto contagiato per un ferita sulla fronte dovuta a una caduta in bici. I genitori lo avevano subito portato in un nosocomio ma avevano impedito al personale sanitario di somministrargli l’immunoglobulina antitetanica. I dottori hanno detto in merito: ‘Ciò ha permesso che il tetano si sviluppasse, così che il bimbo è arrivato nell’ospedale di Oristano con la malattia in stadio già conclamato’.

Una bimba morta di morbillo a Roma e un bimbo ricoverato ad Oristano per tetano. E’ normale che patologie del genere, considerate ‘morte e sepolte’ tornino ad allarmare, a mettere in pericolo l’incolumità di tanti minori? Lo stesso esperto Giovanni Zanda ha sottolineato che il tetano, grazie all’immunizzazione antitetanica, si può ritenere scomparso. Eppure, un minorenne è stato colpito. Il motivo di tutto ciò è sempre lo stesso: la carenza di immunizzazione. Genitori no vax decidono di non vaccinare i propri figli. Ci volevano proprio genitori no vax per far riaffiorare patologie che in Italia non si vedevano da 30 anni a questa parte, almeno stando a quanto asserito, nelle ultime ore, esperti dell’Iss e dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

In Italia, oggi, si vive una situazione assurda: certi tumori vengono curati ma si muore per malattie ‘banali’, come il morbillo, per carenza di immunizzazione. E’ normale tutto ciò? La regola numero uno è quella di non provare timore per le vaccinazioni. Lo ha detto, recentemente, anche Alberto Villani, primario di Pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.

Vaccino contro il morbillo: ragioni per cui è doveroso farlo

Partendo dal presupposto che tutti i vaccini, come i medicinali, hanno controindicazioni e possono provocare reazioni indesiderate, è doveroso sottolineare che vale la pena sottoporre i piccoli all’immunizzazione contro il morbillo. Non è vero, ad esempio, che nei vaccini vi siano sali di mercurio. In quello contro il morbillo, parotite e rosolia disponibile oggi, ad esempio, non ci sono proprio, anche perché per le aziende rappresentano un costo. Il morbillo è una patologia che ormai, grazie alla vaccinazione, colpisce in rarissimi casi ma quando bersaglia fa male, molto male. Massima attenzione, dunque. Vaccinare i propri figli significa salvarli. Non bisogna farsi abbindolare, inoltre, da chi sostiene che i vaccini favoriscono l’autismo. Sono, infatti, mere supposizioni prive di fondamento. Se i genitori di Latina fossero ricorsi all’immunizzazione contro il morbillo oggi avrebbero la figlioletta con loro.

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