Morte dopo una flebo: gip non archivia caso Battistelli

By | 28 febbraio 2018

flebo-morte-battistelli-romaIl gip di Roma ha rigettato la richiesta di archiviazione del caso Battistelli, chiedendo al procuratore aggiunto Nunzia D’Elia di dirigere nuove indagini. Daniele Battistelli, 47 anni, si era recato, 2 anni fa, al Policlinico Umberto I di Roma perché sentiva molto dolore a un testicolo. I medici, dopo averlo visitato, gli avevano diagnosticato un’infezione e somministrato una flebo. L’uomo era morto dopo una decina di minuti per uno shock anafilattico.

Una violenta reazione allergica, poi il decesso

Si dovrà fare chiarezza sulla morte di Daniele Battistelli, altro che archiviazione. Il gip ha respinto la richiesta della Procura, accogliendo invece le istanze dei parenti del Battistelli. Il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia dovrà verificare eventuali colpe sanitarie.

Dopo aver diagnosticato l’infezione, il personale sanitario dell’Umberto I di Roma aveva scelto di somministrare un antibiotico simile all’Augmentin a Battistelli. Dopo qualche minuto, però, il 47enne aveva avuto una violenta reazione allergica. Un testimone ha dichiarato che ogni tentativo di rianimarlo è stato vano: “Era riuscito solo a dire ‘ho la bocca che sa di metallo, mi sento male’. Poi è crollato a terra, i medici erano sconvolti”.

Inchiesta per omicidio colposo

Successivamente alla morte di Battistelli, la Procura aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Erano state svolte alcune indagini e il pm aveva chiesto al gip l’archiviazione perché medici e infermieri avevano attuato meticolosamente i protocolli sanitari sullo choc anafilattico. I parenti del 47enne però non hanno condiviso l’opinione della Procura, proponendo un ricorso. Secondo loro, il personale sanitario dell’Umberto I non sarebbe intervenuto con metodi anti choc anafilattico come la manovra di Trendelenburg. Il gip ha sposato in pieno il parere dei familiari di Battistelli, non archiviando il caso e disponendo nuovi accertamenti per chiarire la vicenda ed individuare eventuali responsabilità.

Antinfiammatorio e flebo

Daniele Battistelli sentiva un male indescrivibile all’addome e si era recato al Pronto soccorso per farsi visitare. Gli operatori sanitari avevano accertato un’infiammazione alle vie urinarie e gli avevano somministrato un antinfiammatorio e una flebo. Invece di sentirsi meglio, Daniele aveva accusato un malessere. Nel giro di pochi minuti il suo quadro clinico era peggiorato e, alla fine, è morto.

I messaggi che Daniele aveva inviato alla compagna

I poliziotti, dopo il decesso del 47enne, si erano recati nel nosocomio romano, ed avevano ascoltato sia i sanitari che i parenti. La compagna Rossella aveva consegnato alle forze dell’ordine alcuni messaggi che Daniele le aveva inviato mentre si trovava nella sala d’attesa del Pronto soccorso.

‘Alle 21.50 quando gli ho parlato stava aspettando le analisi e poi sarebbe ritornato a casa, stava meglio, ha parlato anche con nostro figlio a cui era legatissimo. Il dolore dopo l’antidolorifico si era affievolito, poi non so cosa sia accaduto. Nemmeno mezz’ora dopo è morto’, aveva rivelato Rossella.

Alcuni testimoni avevano raccontato che i medici avevano somministrato a Battistelli dapprima dell’Artrosilene e successivamente “una flebo di antibiotico almeno così c’era scritto. Il tempo di inserirla nel braccio e si è iniziato a sentire male, è riuscito solo a dire ‘ho la bocca che sa di metallo. Mi sento male, mi sento male’. Ed è crollato a terra. Subito sono accorsi i medici anche loro sconvolti”.

Attualmente la morte di Daniele Battistelli resta un mistero. I genitori, la compagna e tutti quelli che gli volevano bene sono amareggiati per un evento luttuoso che, forse, si poteva evitare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.