Museo Egizio di Torino: biglietti scontati per gli arabi, l’ira di Salvini

By | 5 gennaio 2018

Museo Egizio arabi Torino sconto bigiettoUna decisione che ha sollevato una marea di polemiche quella presa recentemente dal Museo Egizio di Torino. A colpire, in verità, è stata la campagna pubblicitaria che promuove l’ingresso ‘due per uno’ per gli arabi. Insomma, gli arabi possono acquistare due biglietti al costo di uno. La pubblicità, in lingua araba, è ben visibile sugli autobus e sui tram del capoluogo piemontese. L’iniziativa però non è stata gradita da gran parte della cittadinanza e da molti esponenti del mondo della politica. C’è chi ha richiesto il tempestivo ritiro della campagna pubblicitaria perché discrimina i visitatori italiani ed è iniqua. A contestare la réclame anche i leader di Lega e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Salvini reclama scuse

La decisione presa dal Museo Egizio di Torino ha fatto rabbrividire Salvini: ‘Razzismo contro gli italiani, pazzesco! Al Museo Egizio di Torino (finanziato dai cittadini italiani) biglietti sconto solo per i visitatori arabi. Ma siamo matti? Qualcuno deve chiedere scusa e dimettersi. Ovviamente giornali e telegiornali nasconderanno la cosa’.

Condivide le parole del leader leghista anche Giorgia Meloni, che ha espresso il suo sdegno su Facebook: ‘Ricordiamo che il museo Egizio di Torino prende sovvenzioni pubbliche, è finanziato coi soldi degli italiani e che tra i cinque membri del CdA ci sono un esponente designato dal Comune di Torino, uno dalla Regione Piemonte e il presidente nominato direttamente dal ministero dei beni culturali. Chiediamo che questa aberrazione sparisca immediatamente’.

La replica del Museo Egizio

Non è tardata ad arrivare la replica dell’ufficio stampa del Museo Egizio, secondo cui l’iniziativa non mira assolutamente a discriminare gli italiani e non è ingiusta.

Il Museo ha precisato che nella campagna vengono mostrate diverse lingue, oltre all’italiano, tra cui l’inglese.

Augusta Montaruli, Fratelli d’Italia, ha contestato anche la presenza di una donna col velo nella réclame. Il Museo Egizio, riferendosi a tale dettaglio, ha parlato di ‘questione di riconoscibilità e di simbolismo’.

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