Napoli, 4 ore per una Tac: 23enne in codice rosso muore

By | 20 agosto 2017

Napoli, ragazzo aspetta 4 ore per una Tac e muorePresunto caso di malasanità a Napoli. Un 23enne era arrivato in gravi condizioni all’ospedale Loreto Mare. Necessitava di una Tac, che doveva essere eseguita in un altro nosocomio. Quell’esame, però, non è mai stato eseguito. Il giovane è morto 4 ore dopo il ricovero. Alfredo Pietroluongo, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare, adesso ha sporto una denuncia, di cui ha avuto contezza anche il consigliere regionale Francesco Borrelli. Questo inoltre ha domandato al Loreto Mare di eseguire un’indagine interna. Il 23enne campano era arrivato in codice rosso all’ospedale napoletano ed era stato trasferito al nosocomio Vecchio Pellegrini per la Tac solo 4 ore dopo il ricovero. Un lasso di tempo troppo ampio, fatale forse per il ragazzo. Il decesso è arrivato poco dopo l’arrivo al Vecchio Pellegrini. Tra l’altro il trasporto da un ospedale all’altro sarebbe avvenuto senza un’ambulanza rianimativa.

In ospedale dopo incidente stradale

Lo scorso 16 agosto, alle 21.46, il 23enne napoletano era stato trasportato al Pronto soccorso Loreto Mare a causa di un incidente stradale. Aveva molte lesioni e traumi sul corpo. Necessitava assolutamente di una Tac. Dopo 4 ore di attesa il ragazzo era stato trasportato in un altro nosocomio campano. Poi la morte. Una storia su cui si dovrà fare chiarezza. Ci sono molti punti da definire. Secondo i sanitari del Loreto Mare, quella lunga attesa potrebbe essere stata fatale per il ragazzo. La storia è venuta alla ribalta grazie al consigliere regionale Borrelli, che ha posto sotto i riflettori la denuncia presentata nientemeno che dal responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare.

La denuncia del responsabile del Pronto soccorso del Loreto Mare

‘Dopo le indagini radiografiche e Tac veniva riportato in codice rosso dove i rianimatori constatavano un progressivo peggioramento delle condizioni generali ed un progressivo calo dell’emoglobina ai valori 7. Si provvedeva a richiedere il sangue in urgenza e alle ore 1.04 avveniva il ricovero in Chirurgia con prognosi riservata e imminente pericolo di vita. Ciononostante il paziente rimaneva in codice rosso impegnando due unità infermieristiche del Pronto soccorso con visibile disagio per il resto delle attività dello stesso Pronto soccorso mentre le anestesiste intervenute rientravano in rianimazione’. Questo è uno stralcio della denuncia sporta dal responsabile del Pronto soccorso del Loreto Mare. Nella denuncia, Pietroluongo sottolinea che verso le 3.30 il padre del giovane, triste e in lacrime per le condizioni del figlio, gli aveva chiesto perché si stava attendendo tutto quel tempo, vista la recrudescenza delle condizioni del figlio.

Il giovane, dopo tanto tempo e scambi di accuse tra vari medici, era stato trasportato al Vecchi Pellegrino, dove gli erano state tre sacche di sangue. Poi il ritorno al Loreto Mare e la morte. La denuncia di Pietroluongo termina con queste, dolenti, parole: ‘Credo che i fatti evidenzino una superficialità di comportamento ed un disprezzo per la tutela dell’utenza, ancora prima dell’inosservanza ai più elementari doveri professionali. Chiedo ove mai si dovesse una condotta omissiva di intervenire e di denunciarle alle autorità competenti’.

Come giustamente ha sottolineato Borrelli, si dovrà verificare il presunto legame tra il ritardo nell’esecuzione della Tac e l’aggravamento del quadro clinico del 23enne.

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