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Nasa ammette il pericolo di una crisi mondiale

La Nasa sulla possibilità di una crisi mondiale

Nasa ammette il pericolo di una crisi mondiale

 

Con la progressiva crescita della popolazione impoveriscono le risorse naturali e aumenta il divario sociale. La civiltà potrebbe trovarsi seriamente sull’orlo del collasso entro i prossimi decenni: questo il risultato di uno studio scientifico promosso dalla NASA.
La Nasa ammette il pericolo di una crisi mondiale sulla base della relazione svolta dal matematico applicato, Safa Motesharri, dal titolo “Human and Nature Dynamical”, relazione che afferma che il processo di ascesa e crollo delle civiltà è in realtà una condizione ciclica ripetutasi molte volte nel corso della storia. E sembra così ritornare ancora una volta alla mente la celebre frase del filosofo napoletano, Gian Battista Vico: “la storia si ripete“.

La caduta dell’impero romano , e quella degli altrettanti (se non più) avanzati imperi Han, Maurya e Gupta, così come i tanti stati mesopotamici, sono tutti testimoni del fatto che le civiltà avanzate, sofisticate e complesse possono essere ugualmente fragili ed effimere“.

Il nostro mondo moderno potrebbe dunque sembrare abbastanza stabile, con tecnologie avanzate in grado di aiutare la popolazione a vivere più a lungo, rivoluzionando la vita di tutti i giorni, ma questo potrebbe trasformarsi in un problema. Usando il suo modello teorico, Safa Motesharri ha esposto diversi fattori e precorso numerosi scenari che potrebbero portare al crollo della civiltà industriale ed ha trovato un punto debole della nostra società odierna: il rapido aumento della popolazione mondiale e il connesso, insostenibile, sfruttamento delle risorse.
E più le risorse diminuiranno più ne aumenterà il costo. Questo è il punto in si cui afferma il principio della “stratificazione economica ” – secondo cui la società è completamente divisa in base alla ricchezza – si creeranno delle “Elite”  e delle “Masse “, con le Elites in grado di consumare una quantità maggiore di risorse rispetto ai suoi bisogni, lasciando le Masse in una crescente carestia, che causerà il collasso della struttura sociale .
Ma lo studio ha concluso che questo processo non è irreversibile e che, per allontanare tale catastrofe si chiede alle Elites di condividere il benessere di cui usufruiscono e fare la loro parte nel ristabilire l’equilibrio mondiale.

“Il collasso può essere evitato e la popolazione può raggiungere l’equilibrio se il tasso pro-capite di esaurimento delle risorse naturali si riduce ad un livello sostenibile e se le risorse vengono distribuite in maniera abbastanza equa”.
Così afferma il matematico, aprendo uno spiraglio verso la salvezza.

Tutto sta a come i paesi industrializzati, che detengono la maggior parte delle risorse planetarie, avranno l’accortezza di rendere queste stesse risorse rinnovabili,  lasciando alla natura il giusto spazio per continuare a vivere e svilupparsi, senza prendere tutto ciò che essa ci concede in maniera smisurata e malaccorta.

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