Neonata morta in culla il giorno del battesimo

By | 16 aprile 2018

neonata-morte-cullaDoveva essere un giorno speciale, un giorno sereno e felice; invece è stato un giorno di profondo dolore a Soria, piccolo quartiere di Pesaro. La piccola Chiara aveva 7 mesi di vita ed è morta in culla. Chiara è deceduta poco prima del suo battesimo. Eppure era tutto pronto. La chiesa era stata preparata per l’evento: don Mario e tanti fedeli erano in attesa dell’arrivo della piccola e dei suoi genitori. La bimba, però, non dava segni di vita quella mattina. I genitori, atterriti, avevano subito chiamato il 118. Una chiamata vana. Gli operatori sanitari, una volta arrivati nella casa della coppia di genitori, hanno appurato il decesso della neonata. Chiara è morta nel sonno, all’improvviso, gettando in un profondo dolore il padre, la madre e tutti i parenti.

Chiara non dava più segni di vita

Erano le 9 di mattina. Francesca voleva fare il bagnetto alla piccola Chiara prima del battesimo ma la neonata non si muoveva più, non dava segni di vita. La donna, scossa come il marito, ha chiamato il personale sanitario. Gli operatori del 118 hanno fatto sprofondare la coppia nella sofferenza più completa. Matteo Buscaglia, papà di Chiara, è molto conosciuto a Pesaro perché appartenente a una famiglia di albergatori. Francesca invece è molto attiva nel sociale e nella Caritas. Prima di Chiara ha avuto un’altra figlia, che oggi ha 2 anni. La famiglia si era trasferita da una ventina di giorni nella casa nuova ed era felice per il cambiamento e per il battesimo della secondogenita. Battesimo purtroppo mai celebrato, nonostante fosse stata organizzata la festa. In chiesa erano già arrivati i tanti invitati. Il destino, ancora una volta, è stato beffardo nei confronti di una famiglia italiana.

Disposta autopsia

Il corpicino della neonata attualmente è a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha ordinato l’esame autoptico. Perché Chiara è morta? Eppure, a detta dei genitori, Chiara stava bene. La sera antecedente alla morte era serena, giocava come sempre. Nulla aveva fatto presagire malesseri o patologie. I genitori della neonata hanno risposto alle numerose domande dei carabinieri e del sostituto procuratore Napolillo, anche lui recatosi nella nuova casa della coppia di Pesaro. Difficile adesso riportare serenità e felicità nella vita di Francesca e Matteo: ci stanno provando amici, parenti, conoscenti e don Mario. E’ difficile però.

‘Erano felici della loro nuova casa, e anche noi lo eravamo perché finalmente la via si popolava di famiglie con i bimbi’, hanno detto i vicini di casa agli investigatori. Quando Francesca e Matteo hanno visto Chiara insensibile a qualsiasi stimolo, hanno cercato di rianimarla, così come gli operatori del 118. Tutti i tentativi però si sono rivelati infruttuosi. Chiara era morta nel sonno, per cause apparentemente naturali.

Ipotesi morte in culla

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Ci vorranno esami accurati per spiegare la ragione dell’improvviso decesso della neonata di Pesaro. Perché il cuore di Chiara, improvvisamente, ha smesso di battere? L’ipotesi più verosimile è la morte di culla, una sindrome che si prende in considerazione quando vengono escluse cause conosciute. La morte in culla, o Sids, presenta ancora oggi molte incognite. E’ incerta ad esempio la causa. Diversi studi suggeriscono comunque che esistono fattori che possono scatenare la morte in culla, come irregolarità nell’area cerebrale che regola i cicli del sonno e della veglia. Un fattore che potrebbe aumentare il rischio di Sids è inoltre la posizione in cui si dorme: quella prona è pericolosa per un neonato. Tra le cause della sindrome non si escludono il fumo passivo e infezioni alle vie respiratorie. Prima di parlare di morte in culla devono essere escluse tutte le altre cause. Varie autorità sanitarie hanno stilato delle indicazioni e informazioni relative a tutti gli esami da svolgere prima di catalogare il caso come Sids.

‘Venti casi all’anno di morte in culla in Italia. Ma la Sids continua a fare paura. I casi principali si verificano nei bambini di sesso maschile, tra il primo mese e l’anno di vita. L’incidenza maggiore è comunque tra il secondo e il sesto mese. Al di là delle indicazioni, tra cui non fumare in casa e utilizzare il ciuccio, la morte in culla non è prevedibile, visto che colpisce bambini apparentemente sani’, aveva dichiarato, nel 2016, il primario di pediatria e neonatologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto Giacomo Biasucci. I dati Istat, comunque, evidenziano una riduzione dei casi di Sids, in Italia, dal 1990 al 2010.

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