Neonato morto nel centro raccolta rifiuti: mistero nel Veneziano

By | 5 novembre 2017

Venezia, scoperto neonato mortoMistero a Musile di Piave, in provincia di Venezia, dove è stato rinvenuto il corpicino di neonato. A fare la macabra scoperta sono stati diversi operai che lavorano in un centro raccolta rifiuti. Sembra che il piccolo avesse ancora il cordone ombelicale attaccato. Il corpo si trovava in una bustina di plastica ed era in avanzato stato di decomposizione. I carabinieri di San Donà di Piave e di Mestre hanno già iniziato a svolgere gli accertamenti per risalire a chi ha abbandonato il neonato e ai genitori. Non sarà semplice. La drammatica scoperta è stata fatta ieri, sabato 4 novembre 2017. I dipendenti del centro raccolta rifiuti stavano monitorando gli scarti derivanti dalla raccolta differenziata del vetro. Impossibile attualmente scoprire il sesso del neonato, che era stato nascosto in una busta. Questa è stata aperta da un’apparecchiatura automatica. Gli operatori si sono trovati davanti a una scena raccapricciante ed hanno subito chiamati i carabinieri.

Carabinieri hanno pochi elementi in mano

Scoperta scioccante nel Veneziano. Chi e perché ha abbandonato il neonato del centro raccolta rifiuti? I carabinieri invitano tutti coloro che sono al corrente di dettagli importanti sulla vicenda a chiamare il 112.

I militari hanno in mano pochissimi elementi per ricostruire la dinamica dell’episodio. Non sanno, adesso, da dove proviene quella busta e quando è stata gettata dalla madre o chi per lei. Il piccolo era stato abbandonato ovviamente poco dopo la nascita.

Gli operatori dell’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti hanno affermato che quella busta era arrivata probabilmente venerdì nel centro raccolta.

A condurre gli accertamenti sono i militari veneziani del Nucleo investigativo e quelli della compagnia di San Donà. Nelle prossime ore verrano esaminate tutte le impronte nei pressi dell’area del ritrovamento. Entreranno in gioco anche gli uomini del Ris di Parma.

Intanto il cadavere del neonato, su ordine dell’autorità giudiziaria, è stato trasferito presso la sezione di Medicina legale del nosocomio di San Donà. Verrà sottoposto agli esami minuziosi dei medici.

A fare luce sulla vicenda e sulle cause del decesso sarà l’esame autoptico, che verrà svolto tra qualche giorno dal medico legale designato dalla Procura di Venezia. Senza il risultato dell’autopsia, sarà difficile per i carabinieri giungere a risultati utili. Attualmente i militari brancolano nel buio, o quasi.

Piccoli angeli che tornano in cielo

Un altro neonato abbandonato poco dopo la nascita e ritrovato senza vita. Sempre nel Nord Italia, qualche mese fa, si era registrato un episodio simile a quello delle ultime ore nel Veneziano.

‘Ho lanciato il mio bambino, appena partorito, dal balcone di casa’, aveva rivelato una 34enne al procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Era lei la donna che, lo scorso maggio, a Settimo Torinese, aveva lanciato un bimbo dal balcone. Il piccolo era stato notato su una strada e subito soccorso. Purtroppo era morto dopo in ospedale.

‘Quando il piccolo è stato trovato in strada si è affacciata al balcone anche lei, col marito, guardando quello che stava accadendo’, aveva detto il procuratore capo di Ivrea. Gli investigatori avevano anche dichiarato che la 34enne non ricordava nulla, nemmeno di essersi liberata del figlioletto.

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