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Nintendo: no ai matrimoni gay su Tomodachi life

La Nintendo nel “simulatore di vita” Tomodachi life esclude la possibilità di matrimoni gay

tomodachi life

Anche la Nintendo è nell’occhio del ciclone per aver realizzato un gioco, secondo alcuni, discriminatorio nei confronti dei gay.
Il titolo è Tomodachi life e in Giappone ad appena un mese dalla sua uscita in commercio ha già venduto 1.830.000 milioni di copie, numeri che ne hanno incoraggiato la distribuzione in Nord America e in Europa, in programma per il sei giugno.

Proprio in America però è scoppiato un piccolo putiferio.
Tomodachi life è un simulatore di vita per Nintendo 3DS. Senza scendere troppo nei particolari, in questo gioco gli utenti potranno creare il proprio “Mii”, un avatar a propria immagine e somiglianza che li rappresenta in un’isola immaginaria nella quale si tesseranno relazioni sociali di amicizia, amore e divertimento.
Tye Marini, un ragazzo omosessuale dell’Arizona, ha però lamentato un piccolo bug concettuale nel gioco:
“Posso dare al Mii la mia voce, il mio aspetto fisico, la mia personalità, ma non posso sposarmi con il Mii del mio fidanzato nella vita reale a meno che lui non si faccia un Mii donna.”

Ha lamentato il signor Marini.

Evidentemente, fra le migliaia di possibilità contemplate in Tomodachi Life gli sviluppatori Nintendo hanno trascurato i matrimoni gay: l’unione, per motivi tecnici è consentita solamente fra Mii di sesso differente.

Pronta la risposta della Nintendo:
“Tomodachi Life si propone di essere un mondo alternativo a stampo ludico, non un simulatore di vita reale. Ciò che avviene in questa realtà non ambisce ad avere alcun connotato sociale.”

Ma il signor Marini non ci sta, e con la sua protesta sembra voler fare sul serio.
“Voglio poter sposare il Mii del mio fidanzato nella vita reale, ma io non posso farlo.”

La Nintendo non indietreggia:
“Continueremo ad ascoltare le proposte dei giocatori, ma non modificheremo il codice.”

La sensazione è che questa volta si stia tentando di combattere una causa persa. Ci risulta difficile che la Nintendo nello sviluppo di Tomodachi Life sia stata mossa da intenti discriminatori nei confronti dei gay. Sembra invece molto più verosimile che abbiano trascurato di offrire la possibilità dei matrimoni gay e che, a fronte delle milioni di copie già vendute, andare a intervenire in questo momento sul codice per apportare una modifica rappresenti un bell’impiccio tecnico; del resto sarebbe anche abbastanza surreale caricare di connotati fortemente sociali quello che resta pur sempre un videogioco e non la vita reale.

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