Nipote uccide il nonno che lo aveva cresciuto

By | 17 marzo 2018

omicidio-nonno-cantùIl 26enne Luca Volpe ha ucciso con diversi colpi d’arma da taglio il nonno Giovanni, 78 anni. Il delitto si è consumato nella casa dell’anziano, in via Monte Palanzone, a Cantù (Como). Venerdì 16 marzo 2018 tragico nel centro lombardo. Giovanni Volpe è stato freddato proprio dal caro nipote, con cui conviveva. Luca Volpe, che è stato arrestato dai carabinieri, dovrà spiegare per cui ha sferrato vari fendenti al nonno. Il dramma è stato scoperto da un figlio della vittima, che non riusciva più a contattare l’anziano. Secondo le ultime informazioni, il 26enne aveva già avuto problemi con la giustizia. Era uscito dal carcere da poco tempo. Gli investigatori ritengono che l’omicidio sia sfociato da un acceso diverbio tra nonno e nipote.

Luca trovato in stato confusionale

Luca Volpe ha dapprima colpito diverse volte il nonno con un’arma da taglio e poi è fuggito. I carabinieri lo hanno ritrovato a Novedrate in stato confusionale. Forse aveva assunto alcolici o sostanze stupefacenti. Per lui sono scattate immediatamente le manette. La comunità di Cantù è scossa per l’omicidio di via Monte Palanzone. Alcuni vicini dell’anziano hanno rivelato: ‘Luca era cresciuto col nonno. Negli ultimi tempi però Giovanni ci diceva di avere paura dei suoi comportamenti’. Giovanni si era sempre occupato di Luca, che aveva cresciuto ed educato come un figlio. Negli ultimi tempi però aveva paura del giovane. Un altro omicidio, a distanza di pochi giorni, in Lombardia. Mercoledì scorso, a Paina di Giussano (Monza e Brianza), un ragazzo aveva stroncato la nonna e la madre in casa.

Qualche vicino di casa ha riferito agli investigatori che Luca era il nipote preferito di Giovanni, figlio della figlia. L’anziano aveva sempre sostenuto e accudito Luca nonostante avesse avuto problemi con la droga e con la giustizia. Il 26enne era anche finito in carcere per problemi di droga e rapine. Luca chiedeva soldi in continuazione al nonno e ultimamente il loro rapporto era diventato difficile. Litigavano spesso. Il ragazzo era stato affidato al nonno in tenera età perché la madre, deceduta diversi mesi fa, era una tossicodipendente. Giovanni Volpe era più che un nonno per Luca, era come un padre. Non è un caso che Luca porti proprio il cognome di Giovanni. Non è valso a nulla tutto l’amore ricevuto dal nonno. Venerdì pomeriggio Luca Volpe ha preso un’arma da taglio ed ha sferrato fendenti fatali al 78enne, lasciandolo per terra, esanime. Poi si è dato alla fuga con l’auto. A ritrovarlo, poco dopo, sono stati i carabinieri. Sembra che il giovane fosse stravolto, forse perché aveva assunto sostanze stupefacenti. Luca farneticava, aveva confessato in parte il delitto. Gli inquirenti hanno pochi dubbi. Ci sono troppe prove a carico del 26enne.

Madre di Luca morta per droga

‘Aveva promesso che sarebbe cambiato’ dicono alcuni vicini di casa di Giovanni Volpe. Luca era uscito dal carcere da poco tempo, giusto per assistere alle esequie della madre, morta per droga. Da quel momento Luca era diventato sempre più violento tra le mura domestiche; lo testimoniano le numerose chiamate fatte ai carabinieri dall’anziano, spesso minacciato. Nessuno sa cosa sia avvenuto veramente nell’abitazione di via Monte Palanzone venerdì pomeriggio. Solo Luca potrà fornire utili informazioni. L’ipotesi più accreditata è quella della violenta lite, per soldi e droga, degenerata. La vittima era molto conosciuta a Cantù perché era stato bidello nelle scuole medie. Tutti lo ricordano come una persona corretta e serena.

Omicidi e minacce dei familiari

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Minacce, violenze e omicidi in famiglia per motivi di droga. Uno scenario triste già visto. Stavolta a commettere un omicidio è stato un 26enne di Cantù, un ragazzo mantenuto ed educato come un figlio da Giovanni Volpe. Nel 2016 era stato arrestato Alessio Boscarino, un ragazzo di Priolo Gargallo (Siracusa), per minacce e violenze in casa. A farlo arrestare erano stati proprio i nonni e la madre, esausti del suo comportamento aberrante in casa. Alessio, classe 1992, aveva problemi di droga e chiedeva in continuazione denaro ai suoi cari per acquistare le sostanze stupefacenti. Se qualcuno si rifiutava di darglieli, diventava una furia e metteva a soqquadro la casa. Madre e nonni del tossicodipendente siciliano, tristi e stremati, si erano presentati dai carabinieri di Priolo Gargallo per chiedere aiuto. I militari si erano subito messi alla ricerca del giovane e, una volta trovato, lo avevano arrestato, associandolo alla casa circondariale di Cavadonna, come stabilito da un giudice di Siracusa.

A scuotere la provincia di Monza e Brianza, nei mesi scorsi, era stato il caso delle vittime del tallio. Gli investigatori hanno scoperto che il giovane Mattia Del Zotto è l’autore dell’omicidio dei due nonni (deceduti lo scorso 2 ottobre) e della zia (deceduta il 13 ottobre). I tre sono stati soppressi con il solfato di tallio. Ai carabinieri che lo arrestavano nella sua casa a Nova Milanese (MB) il giovane avrebbe detto: ‘L’ho fatto per punire soggetti impuri e non voglio collaborare’. Alla domanda se avesse un avvocato di fiducia, Del Zotto aveva replicato: ‘Non ho bisogno di altre persone che parlino al posto mio. Scegliete dall’elenco del telefono la persona che più vi aggrada’.

I carabinieri, dopo aver messo le manette al giovane Del Zotto, avevano spiegato di averlo arrestato  per evitare altre vittime. Tutte le uccisioni, secondo gli investigatori, erano state premeditate. Mattia aveva sempre sfruttato il tallio per uccidere e sarebbe responsabile anche del tentato omicidio di altri 5 soggetti. Luisa Zanetti, procuratore della Repubblica di Monza, ha descritto Mattia come un soggetto chiuso, poco sociale. La pianificazione dell’avvelenamento di massa sarebbe iniziata nel giugno dell’anno scorso. I militari hanno svolto esami nel suo pc ed hanno scoperto diverse e-mail inviate proprio a giugno all’azienda fornitrice di tallio. Mattia non ha mai negato di essere colpevole, affermando di aver voluto avvelenare i suoi familiari per ‘una questione di opportunità’. Giovani che uccidono parenti, più o meno stretti, per motivi diversi. Una vicina di casa dei familiari di Mattia aveva rivelato: ‘E’ sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole’. Un vicino, invece, aveva detto: ‘So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più’. Del Zotto è veramente un grande amante dell’elettronica e dell’informatica ma, prima dell’arresto, era turbato perché non riusciva a trovare lavoro.

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