Non assunta perché fidanzata con ragazzo di colore

By | 9 agosto 2017

Razzismo a Torino, ragazza non assunto perché fidanzato è 'nero'Presunto episodio di razzismo a Torino. Una 18enne, Chiara, sta cercando lavoro da tempo ma nessuno finora gli ha offerto nulla. La ragazza frequentava le scuole superiori ma, a causa di gravi problematiche familiari, non era riuscita a conseguire il diploma. Oggi in Italia è difficile trovare un lavoro per i laureati e i diplomati, figuriamoci per una persona con una cultura medio-bassa. Eppure un negoziante torinese, titolare di un’attività nei pressi di Piazza Carducci, aveva contattato Chiara, chiedendole di inviargli il suo curriculum vitae. La 18enne, felicissima, lo aveva subito  accontentato. Poi la doccia gelata. La giovane ha ricevuto un messaggio raggelante dal commerciante piemontese: ‘Scusa ma non credo tu sia la persona che sto cercando’. Chiara scopre subito di essere vittima di razzismo. Quell’uomo la aveva fatto notare che forse era meglio che togliesse dal profilo Facebook l’immagine che la ritraeva insieme al fidanzato di colore.

Chiara vuole querelare il negoziante razzista

‘Non ho alcuna intenzione di affidare la cassa ad una persona che ha una relazione con un africano’, ha spiegato il negoziante torinese alla 18enne originaria di Vercelli, provvedendo anche a segnalare il fatto su altri gruppi di ricerca di lavoro online. Batosta per una giovane che aveva creduto di aver trovato lavoro. Adesso Chiara sta pensando di querelare il commerciante che l’ha discriminata per il colore della pelle del suo fidanzato. Il timore è quello del passaparola lesivo della reputazione. In poche parole, Chiara ha paura di non trovare mai più un impiego.

Alla faccia dell’integrazione, dell’apertura, dell’accoglienza e della filantropia. In Italia, purtroppo, c’è ancora un razzismo dilagante; anche al Nord, nelle ‘emancipate’ regioni settentrionali.

Il caso di Paolo, ragazzo non assunto perché ‘nero’

L’unica ‘colpa’ di Chiara a è stata quella di aver scelto come immagine del suo profilo Facebook quella che la ritrae con il suo fidanzato, un ragazzo di colore. Quella foto ha fatto indignare il negoziante torinese. Tale storia presenta analogie con quella avvenuta recentemente a Cervia, dove un ragazzo milanese non è stato assunto in un hotel per via del colore della pelle. Eppure era stato raggiunto l’accordo tra il titolare della struttura ricettiva e il giovane. Mancava solo l’invio dei documenti d’identità, via mail, da parte del ragazzo. Dopo aver inviato la copia del documento, però, quest’ultimo aveva ricevuto un vergognoso sms dal titolare dell’albergo: ‘Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala, qui in Romagna la gente è molto indietro con la mentalità. Scusami ma non posso farti venire giù, ciao’.

Paolo come Chiara, Cervia come Torino. Eccola qui l’Italia dell’integrazione!

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