Non fumi? 6 giorni di ferie extra: la curiosa decisione dell’azienda giapponese

By | 1 novembre 2017

Ferie extra per lavoratori giapponesi che non fumanoIn Giappone non fumare potrebbe rivelarsi conveniente anche nel mondo del lavoro. E’ decisamente curiosa la decisione di un’azienda nipponica che attribuisce 6 giorni di ferie extra ai lavoratori non fumatori. Il motivo della decisione è semplice: chi non fuma non fa ‘pause sigarette’, quindi deve riprendersi quel tempo di ‘non lavoro’. In realtà, l’azienda giapponese ha preso la decisione dopo innumerevoli lamentele dei lavoratori non fumatori, secondo cui lavorerebbero più ore rispetto ai colleghi tabagisti. La società di Tokyo Piala Inc. ha introdotto la novità lo scorso settembre e i dipendenti non hanno perso tempo a beneficiare dei 6 giorni di ferie retribuite. Chi fuma, invece, non beneficia dei 6 giorni di ferie extra. Hirotaka Matsushima, portavoce dell’azienda, ha dichiarato: ‘Uno dei nostri dipendenti non fumatori ha inserito un messaggio nel box dei suggerimenti all’azienda, all’inizio dell’anno, dicendo che le pause fumatori stavano causando problemi’. Ai microfoni del Telegraph, Matsushima ha aggiunto: ‘Il nostro CEO ha letto il suggerimento e l’ha condiviso. Ora stiamo dando ai lavoratori non fumatori un po’ di tempo supplementare per compensare’.

Sede azienda al 29esimo piano

La rabbia dei dipendenti non fumatori della Piala Inc. è montata perché il quartier generale dell’azienda di trova al 29esimo piano di un grattacielo del distretto Ebisu di Tokyo. Per fumare bisogna scendere, arrivare a piano terra. Ne consegue che ogni pausa sigaretta dura almeno un quarto d’ora.

L’amministratore delegato dell’azienda giapponese, Takao Asuka, ha detto ai microfoni di Kyodo News: ‘Spero di spingere i dipendenti tabagisti a smettere di fumare attraverso incentivi piuttosto che con pene e coercizioni’.

Da quando è stato introdotto il nuovo sistema premiale nella società nipponica, almeno 30 dei 120 lavoratori non fumatori hanno usufruito dei 6 giorni di ferie extra. Lo stesso portavoce Matsushima, che non fuma, ha affermato di aver beneficiato delle ferie per portare la sua famiglia in un resort.

‘La novità ha portato quattro lavoratori a rinunciare alle sigarette’, ha detto Matsushima.

In Giappone fuma il 21,7% degli adulti

L’Oms ha dichiarato che in Giappone fuma il 21,7% degli adulti. La percentuale aumenta tra gli anziani e i maschi. Molte aziende giapponesi, negli ultimi anni, si stanno sforzando per proteggere i lavoratori dai danni dal fumo. Lawson Inc., ad esempio, ha vietato il fumo sia nella sede centrale che negli uffici regionali.

Le aziende giapponesi sperano che anche tante altre società, nel mondo seguano il loro esempio perché il fumo nuoce gravemente alla salute e, a quanto pare, allontana dal lavoro.

I dipendenti che fumano costano caro alle aziende. La produttività infatti sarebbe inferiore.

Da un dossier del 2014 della British Heart Foundation emerge che la perdita di produttività derivante dai lavoratori che si prendono 4 pause sigarette di 10 minuti al giorno costa alle aziende britanniche circa 8,4 miliardi di sterline l’anno, ovvero quasi 2.000 sterline l’anno per lavoratore che fuma durante la giornata lavorativa.

Ogni lavoratore ha diritto alle pause, durante le quali può bere caffè, fumare, mangiare o chiacchierare con i colleghi. In Italia, se si lavora in certi contesti, è vietato fumare anche all’aperto. Ciò vale, ad esempio, per chi opera nelle scuole, nelle università e negli ospedali. Niente ‘bionde’ neanche durante le pause all’aperto.

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