Cronaca

Non vuole lasciare il lavoro, marito la decapita con mannaia

Pakistan, donna non vuole abbandonare il lavoro: marito le taglia la testaIn certe nazioni le donne hanno purtroppo poca autonomia decisionale e soggiacciono al volere delle figure maschili (padre, fratelli, marito etc). Una donna pakistana voleva continuare a lavorare. Il marito, invece, pretendeva che lasciasse al più presto il posto di lavoro. Constatando che la donna non aveva nessuna intenzione di abbandonare la sua azienda, l’uomo, residente a Lahore, in Pakistan, è passato alle maniere forti: l’ha decapitata con una mannaia mentre dormiva. Un episodio veramente cruento quello avvenuto recentemente in Pakistan. L’uomo brutale, dopo aver trucidato la moglie, si è dato alla fuga ed ora è ricercato dalla Polizia pakistana. La vittima, secondo le prime indiscrezioni, aveva 37 anni e non aveva nessuna intenzione di smettere di lavorare.

Donna senza testa scoperta dai 3 figli

La Polizia pakistana ha riferito che il cadavere della 37enne è stato rinvenuto ieri dai 3 figli nella sua casa di Manga Mandi, a circa 41 km da Lahore. La salma della donna è stata subito trasportata all’obitorio. E’ stato già disposto l’esame autoptico. Il sovrintendente della Polizia, Maher Mumtaz, ha dichiarato che l’omicida è Afraheem, marito della vittima. L’uomo avrebbe ucciso per questioni d’onore. La 37enne lavorava in una fabbrica di Raiwind ma il marito non gradiva proprio il suo atteggiamento e, alla fine, gliel’ha fatta pagare.

Secondo una prima ricostruzione, Afraheem sarebbe entrato in camera da letto con una mannaia, mentre la moglie dormiva, e dopo aver chiuso la porta a chiave l’ha decapitata.

I tre figli della 37enne sono rimasti scioccati quando hanno visto la madre per terra, senza testa. Un’immagine che difficilmente dimenticheranno.

Pakistan: nazione non adatta alle donne

Ennesima storia che sottolinea quanto sia difficile per le donne vivere in Pakistan. Ogni giorno devono subire le angherie e le umiliazioni del ‘sesso forte’ e sottostare alle sue decisioni. Contraddire gli uomini, nella Repubblica islamica del Pakistan, vuol dire morte o deturpazioni gravi. Spesso sono balzati agli onori delle cronache i casi delle donne pakistane sfregiate con l’acido.

Essere donna in Pakistan, in soldoni, vuol dire subire e non avere voce in capitolo non solo in famiglia ma anche nella società e davanti ai magistrati. Il tipico paradosso pakistano che riguarda l’universo femminile è quello relativo alla carriera di infermiera. Le donne possono studiare per diventare infermiere ma secondo le rigide consuetudini locali non possono assolutamente toccare gli uomini. Molte donne e associazioni, fortunatamente, combattono per l’affermazione dei diritti delle donne in Pakistan e la cessazione degli abusi. Purtroppo, la condizione del ‘gentil sesso’ non è migliore nelle altre nazioni che confinano con il Pakistan, come l’Afghanistan, dove è consolidata la consuetudine di vendere bimbe ai clan rivali per porre fine ad attriti.

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