Nonna Peppina sfrattata a 95 anni, la figlia: ‘Offesa all’umanità’

By | 8 ottobre 2017

Nonna Peppina: burocrazia italiana non ascolta sua richiestaIl caso di nonna Peppina, ovvero Peppina Fattori, una 95enne terremotata, sta suscitando scalpore e nonostante l’indignazione globale, lo Stato si mostra irremovibile. L’anziana dovrà lasciare la sua casetta di legno, abbastanza accogliente, e si dovrà recare in un container, decisamente meno ospitale e più freddo. Quella casetta di legno era stata assegnata a nonna Peppina, dopo il sisma, in attesa della ristrutturazione della sua abitazione, dove ha vissuto per 70 anni. La burocrazia italiana, però, è stata celere a negare alla 95enne la possibilità di restare nella sua casetta di legno accogliente, in attesa del restauro della sua casa. Un caso sconcertante, che non può non far meditare sui paradossi italiani. Proprio nelle ultime ore è arrivato il sequestro della casetta di legno. Peppina è stata spedita nel container, un luogo più freddo e angusto. E poi non c’è il bagno. Nei giorni scorsi, riferendosi al suo nuovo alloggio, nonna Peppina aveva detto: ‘E’ senza bagno e non è calda come quella che mi avevano regalato’.

Nonna Peppina vuole restare nella casetta di legno antistante la sua abitazione

Le lamentele non sono valse a nulla. E’ arrivato l’obbligo di trasferimento nel container. Lo Stato italiano non ha accolto le istanze neanche di una 95enne. Ora la figlia di nonna Peppina, Gabriella, dice: ‘Non è un’offesa a mia madre ma all’umanità intera’. Maurizio Borghetti, genero della 95enne ha spiegato che l’anziana vuole proprio restare nella casetta di legno, certamente più ospitale di un freddo container. Ora ci domandiamo: è possibile che le autorità nazionali e locali non riescano a trovare un’altra casa di legno per un’anziana cittadina italiana?

L’anziana di San Martino di Fiastra, piccolo paese in provincia di Macerata, è diventata il simbolo degli sfollati, ovvero di tutti coloro che, dopo il violento terremoto dell’anno scorso, sono stati costretti a lasciare le loro case e vivere in posti vari, assieme a tante altre persone.

Casa di Peppina inagibile dal 30 ottobre 2016

La casa di nonna Peppina è inagibile dal 30 ottobre 2016. In quella casa la signora ha vissuto per 70 anni. Impossibile dimenticare tutto quel tempo, in un momento. E’ questo il motivo per cui la 95enne ha chiesto di poter morire davanti alla sua abitazione. Peppina ha due figlie, che l’hanno accolta nelle loro abitazioni per molti mesi. Chiaramente le sorelle sono disposte ad accogliere per sempre nelle loro case l’anziana madre ma questa non ne vuole sapere: vuole lasciare questo mondo davanti alla casa in cui ha vissuto per 70 anni. Ebbene, lo Stato italiano se ne sta infischiando della signora Fattori.

Perché la burocrazia italiana sta perseguitando nonna Peppina? Se lo domandano anche le figlie. Gabriella, farmacista a Castelfidardo, ha dichiarato: ‘Nei 5 Comuni del cratere dell’alto Maceratese le casette di legno abusivo saranno 300, ma l’autorità si è accanita con una donna di 95 anni, mentre la ricostruzione non parte a San Martino, è un museo di pietre a cielo aperto’.

Peppina è finita nel container freddo. A riscaldarla sono le figlie, i parenti e tante altre persone. L’atteggiamento dei burocrati, però, è incomprensibile. Perché prendersela così con una 95enne? I parenti della signora non gettano la spugna e non escludono un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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