Cronaca

Omicidio Fortuna Loffredo, ergastolo per Caputo: è veramente lui il colpevole?

Omicidio Fortuna Loffredo, ergastolo per CaputoL’omicida di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni che, tre anni fa, venne lanciata dall’ottavo piano di un palazzone presso il Parco Verde di Caivano ha un nome e cognome: Raimondo Caputo. La Corte d’Assise ha disposto la massima pena per Caputo, ovvero l’ergastolo. L’uomo, secondo i giudici di secondo grado, avrebbe abusato sessualmente e lanciato dall’ottavo piano la piccola Fortuna; inoltre avrebbe violentato due figlie dell’ex compagna, Mariana Fabozzi. Questa è stata condannata a 10 anni di reclusione perché non avrebbe fatto nulla per ostacolare Caputo, il 45enne che finora si è sempre detto innocente. L’atteggiamento del 45enne e della sua compagna ha portato a far ribattezzare il Parco Verde di Caivano come il ‘Parco degli orrori’.

Le parole dell’amica di Fortuna

Giustizia è fatta, almeno sembra. Raimondo Caputo è stato condannato al carcere a vita per l’uccisione di Fortuna Loffredo, ragazzina che viveva in un palazzo ubicato presso il Parco Verde di Caivano, nel Napoletano. Fondamentali per la condanna sarebbero state anche le dichiarazioni di una delle figlie di Mariana Fabozzi, amica di Fortuna. La criminologa Roberta Buzzone, comunque, ha contestato la conduzione dell’incidente probatorio in quanto molte domande poste alla ragazzina erano particolarmente suggestive. Le parole proferite dall’amica di Fortuna sono state trasmesse in aula.

Mimma Guardato, madre di Fortuna, è sempre stata certa che i responsabili della morte della figlia fossero Caputo e la compagna. Non la pensa così, invece, Pietro Loffredo, padre di Fortuna, secondo cui la bimba sarebbe stata uccisa da un uomo con cui Mimma aveva avuto un rapporto e un figlio, persona che tra l’altro vive nel medesimo edificio. Caputo, alla fine, si è beccato l’ergastolo. Eppure si è sempre detto innocente, puntando l’indice verso la Fabozzi. L’avvocato Paolino Bonavita, patrocinante di Caputo, ha affermato, riferendosi al suo assistito: ‘E’ solo un capro espiatorio di una situazione su cui la Procura non ha fatto tutti gli accertamenti che avrebbe dovuto e potuto fare’. L’avvocato ha aggiunto che la piccola Fortuna era stata calamitata da una rete di pedofili che delinqueva nel Parco Verde su cui gli investigatori non si sono mai soffermati.

Difensore del padre di Fortuna: ‘Responsabili restano liberi’

L’avvocato che difende il papà di Fortuna Loffredo ha dichiarato che i responsabili della morte della bimba sono ancora liberi. Sono pedofili che, da anni, compiono gesti immondi nel Parco, su cui nessuno ha mai indagato. Il legale ha poi aggiunto che la rete di pedofili presente a Caivano non è altro che la conseguenza dell’assenza delle istituzioni. Il degrado culturale e sociale, nel Parco Verde di Caivano, sarebbe ai massimi livelli. Secondo il difensore di Pietro Loffredo è stato architettato un piano per proteggere i veri responsabili della morte della piccola Fortuna. Resta il fatto, comunque, che Caputo ha commesso abusi su una delle figlie di Mariana Fabozzi.

‘Oggi l’assassino di mia figlia ha un nome e un volto’. Queste sono state le prime parole dette dalla mamma della piccola Fortuna Loffredo dopo la lettura della sentenza. Domenica Guardato è sempre stata convinta che ad uccidere la figlioletta fosse stato Raffaele Caputo. La sua convinzione è stata suffragata dai magistrati. Per Raffaele si sono aperte del carcere.

La confessione choc del ginecologo nominato dalla Procura

Mimma Guardato ora esulta, anche se sa che nessuno potrà far rivivere la sua piccola che, certamente, prima di morire aveva sofferto molto. In occasione della quarta udienza del processo, la mamma di Fortuna aveva affermato: ‘Sono convinta che mia figlia sia stata uccisa da Raimondo Caputo e Marianna Fabozzi’. Parole forti che, alla fine, hanno avuto un importante eco in Aula.

Caputo è stato condannato all’ergastolo. E’ lui, almeno per i giudici, il killer della piccola Fortuna. Noi, però, non possiamo dimenticare le parole raccapriccianti dette dal ginecologo Giuseppe Saggese, il consulente della Procura, durante la quarta udienza del processo: ‘Ho 46 anni di attività e non ho mai visto uno scempio tale su una bambina e noi periti intendiamo abusi tutt’è quello che penetra nel corpo di una vittima. Per le violenze subite, Fortuna soffriva di incontinenza fecale’. Povera Fortuna, povera bimba! Chissà quanto ha sofferto! Perché tutta questa crudeltà nel mondo?

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