Omicidio Varani ultime notizie: il suicidio di Marco Prato

By | 20 giugno 2017

Omicidio Varani, Marco Prato suicida nel carcere di VelletriMarco Prato, accusato insieme a Manuel Foffo dell’uccisione del giovane Luca Varani, si è suicidato la scorsa notte nel carcere di Velletri, dove era arrivato da poco tempo. Inizialmente era stato portato nel carcere romano di Regina Coeli. Marco Prato si è tolto la vita dopo l’una di notte, inserendo la testa in un sacchetto di plastica pieno di gas. Avrebbe usato la bombola che viene fornita ad ogni detenuto. Prato, così come Foffo, era ritenuto uno dei killer di Varani. Lui, però, si era sempre detto innocente, optando per il rito ordinario. Foffo, invece, aveva scelto il rito abbreviato ed era stato condannato a 30 anni di reclusione. Perché Marco Prato si è tolto la vita? Il peso della vita carceraria o il tormento per le terribili azioni commesse in passato?

Il delitto nell’appartamento romano

Secondo l’accusa, Marco Prato e Manuel Foffo avrebbero torturato e ucciso Luca Varani durante un festino a base di droga, sesso e alcol organizzato in un appartamento in zona Colli Aniene. Prato, dopo quel terribile episodio, era stato subito arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli. Da qualche mese si trovava nella sezione precauzionale del penitenziario di Velletri. Probabilmente, il suo stato psicofisico era stato notevolmente alterato da quella brutta vicenda avvenuta in zona Colli Aniene. Nelle ultime ore alcuni secondini, durante un’ispezione, hanno trovato Prato per terra, senza vita. In testa aveva ancora il sacchetto di plastica. Il sindacato Fns Cisl Lazio ha reso noto mediante un comunicato: ‘Era seguito dal personale medico. Dobbiamo evidenziare purtroppo l’ennesimo suicidio in carcere, l’ennesima sconfitta per tutti’.

Il ‘Re Gay’ si è suicidato

Prato aveva appreso, dopo essere entrato in carcere, di essere sieropositivo. Domandi, 21 giugno 2017, si sarebbe dovuto presentare in aula, davanti ai giudici. Finora il suicida aveva sempre accusato Manuel Foffo. Diceva che quest’ultimo lo aveva assoggettato psicologicamente. Fatto sta che il giovane Luca Varani venne massacrato barbaramente in un appartamento del Collatino, a Roma, durante una festa a base di alcol, sesso e droga. Prato, pr romano noto in molti ambienti della movida capitolina, avrebbe conosciuto anche l’attore Christian De Sica. Dopo l’arresto, Marco avrebbe detto al suo avvocato di voler scrivere qualche lettera a De Sica perché ‘era stato affettuoso nei suoi confronti’. Prato era senza dubbio un personaggio ambiguo e misterioso, soprannominato ‘Re Gay’ per il suo orientamento sessuale. Tuttavia Marco avrebbe cercato di allettare anche gli eterosessuali. I suoi strumenti principali erano l’alcol e le droghe. E sarebbero state proprio le sostanze stupefacenti a stordire Luca Varani, l’anno scorso, prima dell’aggressione mortale.

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