Omicidio Yara Gambirasio, ergastolo confermato per Bossetti: muratore piange

By | 18 luglio 2017
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Omicidio Yara, Bossetti condannato all'ergastolo in AppelloI giudici d’Appello hanno confermato l’ergastolo per Massimo Bossetti, unico imputato nel processo sull’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra (Bergamo) scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta dopo 3 mesi. Dopo 15 ore di camera di consiglio, è arrivato il verdetto della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, che ha avallato la sentenza di primo grado. Carcere a vita per il muratore di Mapello, che non ha saputo trattenere le lacrime nel gabbiotto, all’interno dell’aula. Presenti anche la moglie di Bossetti, Marita Comi, e la madre del muratore, Ester Arzuffi. Quest’ultima è stata salutata dal figlio prima di uscire dall’aula. Claudio Salvani, uno degli avvocati di Bossetti, ha affermato che il suo assistito ha pianto dopo la lettura della sentenza, annunciando il sicuro ricorso in Cassazione. Adesso si attende il deposito delle motivazioni. Ieri sera, secondo il legale, il diritto è stato sconfitto.

Massimo Bossetti si è detto innocente

I giudici gelano Massimo Bossetti con una sentenza apodittica: ergastolo. Il muratore forse non si aspettava un trattamento del genere da parte della magistratura italiana e, per questo, non ha saputo trattenere le lacrime dopo la lettura della sentenza. Ieri, in mattinata, il muratore di Mapello aveva reso dichiarazioni spontanee in Aula. Aveva detto che non è la persona violenta e cruenta che tutti dipingono, che lui è innocente e che Yara Gambirasio poteva essere sua figlia, ‘neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà’. Massimo aveva sottolineato che la sera prima non aveva chiuso occhio e che era contento perché finalmente poteva dimostrare ‘che persona sono’. Parole che, a quanto pare, non hanno convinto la Corte presieduta da Enrico Fischetti. I giudici, irremovibili, non si sono fatti influenzare da parole del tipo: ‘Perché? Perché? Perché? Io non sono un assassino, mettetevelo in testa. Quel Dna non è mio’. Secondo Bossetti, il suo è il più grande errore giudiziario della storia.

Lieto della conferma della condanna, in Appello, è Enrico Pelillo, avvocato di parte civile, secondo cui ‘giustizia è fatta’. Adesso si fa dura per Bossetti e i suoi legali. L’unica ancora di salvezza, per il muratore di Mapello, è la Corte di Cassazione. Il suo legale ha affermato che verrà certamente proposto un ricorso dinanzi ai giudici della Suprema Corte. Non finisce dunque qui. L’unica cosa certa, al momento, è che Massimo Bossetti dovrà trascorrere tutta la sua vita in carcere.

Innocenza di Bossetti sostenuta da molti

Ieri, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bergamo di Brescia hanno inserito un altro tassello nel grande mosaico del mistero sulla morte di Yara Gambirasio. Il caso ha sconvolto Bergamo e provincia, spaccando in due l’opinione di pubblica. Sì perché sono molti quelli che ritengono innocente Massimo Bossetti. Forse non tutti sanno che dietro al muratore di Mapello c’è un pool di difensori che ha sempre lavorato al caso gratuitamente. Nessuno, come tempo fa aveva sottolineato l’avvocato Claudio Salvagni, ha preso un euro di parcella. Il motivo sarebbe il desiderio di giustizia, di far emergere la verità. Salvagni aveva detto: ‘Tutti hanno lavorato a titolo gratuito perché la verità è che un caso del genere è capitato a Bossetti, ma potrebbe capitare veramente a chiunque, soprattutto se dovesse passare la linea giuridica adottata nella sentenza di primo grado. Diventerebbe veramente molto pericoloso e rischioso per chiunque di noi’. Gli avvocati di Bossetti avevano lavorato sodo, anche 30 ore di fila, ad esempio, prima del deposito del ricorso in Appello. Loro sono certi che il muratore di Mapello è innocente.

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