Orso morde turista in Trentino, animale ricercato

By | 23 luglio 2017

Orso attacca 69enne: ferite al braccioUn 69enne stava passeggiando, ieri pomeriggio, nelle vicinanze del lago di Terlago, in Trentino, ma all’improvviso è sbucato un grosso orso che lo ha aggredito. Momenti di panico per l’idraulico sessantenne di Cadine, che subito si è tuffato in un canalone per sfuggire al grande plantigrado. Il 69enne è stato subito trasportato con l’elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’orso gli ha procurato ferite al braccio, subito medicate dai sanitari del nosocomio trentino. L’uomo di Cadine fortunatamente non è grave ma ha provato molta paura quando si è imbattuto in quel grosso orso. Il personale del Soccorso alpino e del Corpo forestale si sono subito messi alla ricerca dell’animale. Angelo Metlicovez stava passeggiando sul sentiero 627, nei pressi del maneggio Liberio, quando è stato assalito dall’animale. L’idraulico ha riportato ferite e contusioni sia agli arti posteriori che a quelli inferiori. L’aggressione è costata cara anche a Kira,  cagnolina dell’idraulico, rimasta ferita.

Tutti alla ricerca dell’orso

Attualmente, la zona dove ieri pomeriggio è stato aggredito l’idraulico 69enne è sotto osservazione. Il territorio è monitorato anche dalle unità cinofile. Quell’orso, infatti, potrebbe aggredire nuovamente. L’episodio alimenterà sicuramente i dibattiti sul grande numero di orsi liberi nei boschi del Trentino. Tali animali rappresentano delle vere insidie. Sebbene, recentemente, molti abitanti abbiano segnalato la presenza di plantigradi vicino ai centri abitati, era da molto tempo che un orso non aggrediva una persona. Era dai tempi della storia dell’orsa Daniza, poi deceduta per l’eccesso di sonnifero somministrato. L’animale infatti aveva assalito un uomo che si era avvicinato involontariamente ai suoi cuccioli, mentre era in cerca di funghi.

Trentino, l’atavica problematica degli orsi

Abitanti e allevatori trentini sono stanchi delle continue scorribande di orsi e lupi. L’episodio avvenuto ieri pomeriggio solleverà sicuramente nuove polemiche in merito. Proprio lo scorso maggio, il presidente degli allevatori Mauro Fezzi si era detto preoccupato, durante un convegno, delle continue incursioni in Trentino di animali aggressivi, come lupi ed orsi: ‘Questo mette in discussione l’equilibrio delle malghe, poiché è impensabile ricoverare gli animali durante la notte’. Secondo indagini condotte diversi mesi fa, nei boschi del Trentino ci sarebbero 50/60 orsi bruni. Nel corso dell’anno scorso, inoltre, ci sarebbero state una decina di cucciolate, che hanno così aumentato la ‘popolazione’ di orsi in Trentino. Purtroppo, nel 2016, sono stati scoperti anche alcuni plantigradi morti per avvelenamento. Il fenomeno degli orsi nei boschi trentini va ovviamente gestito meglio. La gente ha paura e, purtroppo, si ricorre anche al veleno per risolvere la problematica. L’assessore provinciale Michele Dallapiccola aveva affermato riguardo all’importanza della presenza dell’orso in Trentino: ‘Per un ambiente naturale come il nostro la presenza dell’orso è un vero e proprio elemento di prova della qualità e del sostanziale equilibrio. Naturalmente non vogliamo sottovalutare le difficoltà che la presenza dei grandi carnivori comporta, soprattutto nei confronti delle comunità che abitano le zone più periferiche del Trentino. Per mitigare il più possibile i problemi che ci sono, stiamo investendo su vari fronti, dal supporto alle attività preventive, ad una costante azione di informazione e confronto che sta dando buoni risultati’.

L’obiettivo delle autorità del Trentino è quello di prevenire i danni provocati dagli orsi e, ovviamente, le aggressioni. Le zone della regione più frequentate dai plantigradi sono particolarmente quelle occidentali.

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