Padre stupratore di Cassino si impicca

By | 22 gennaio 2018

Cassino, suicidio del padre stupratoreNon poteva avere un epilogo più tragico la storia della 14enne di Cassino stuprata ripetutamente dal padre. La storia è balzata agli onori delle cronache nelle ultime ore, sollevando una grossa indignazione. La ragazzina aveva confessato in un tema gli abusi subiti dal padre, un agente della Polizia penitenziaria, e la preside aveva subito segnalato la vicenda alla Polizia. Dopo alcune indagini, gli investigatori avevano scoperto che il 53enne, effettivamente, era un orco. Questo però non era stato messo in carcere ma obbligato a indossare un braccialetto elettronico e stare lontano dalla figlia. Lo scandalo ha scosso così tanto il poliziotto che ha deciso di togliersi la vita.

Suicidio nei pressi di una chiesa

Il padre orco si è impiccato all’entrata di una chiesa di montagna, nelle vicinanze di Cassino. I carabinieri sono stati chiamati da un passante. Secondo le prime indiscrezioni, l’uomo avrebbe usato una corda da imballo per suicidarsi.

La persona che ha notato il corpo penzoloni dell’agente ha rabbrividito, ma si è messa subito in contatto con i militari.

Per togliersi la vita, il 53enne ha sfruttato un’inferriata che circoscrive il portone della chiesa. Vicino al cadavere non è stato trovato nessun biglietto.

Indole subdola

Gli avvocati della 14enne avevano chiesto ed ottenuto un incidente probatorio, programmato per febbraio.

Nell’ordinanza con cui il gip aveva disposto l’allontanamento dell’agente di Polizia penitenziaria da casa è stato scritto che il 54enne ‘mostra un’indole subdola e manipolatrice, con scarsa capacità di controllo dei propri istinti sessuali’.

Il suicida, in base alle prime indagini, era solito abusare della figlia quando era solo in casa.

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