Pakistan, bambina di 6 anni stuprata e uccisa: Polizia contestata

By | 2 aprile 2018

pakistan-stupro-bambinaPakistan è sinonimo di dolore, stupro e morte. In tale nazione è aumentato in maniera preoccupante il numero di stupri e omicidi. Quando è ancora vivo il ricordo dell’uccisione della piccola Zainab Amin, 6 anni, dobbiamo riportare la vicenda di una bimba di 7 anni stuprata e trucidata. E’ successo nella provincia di Punjab. Un portavoce degli investigatori pakistani ha detto che ‘i primi rilievi suggeriscono che la bambina è stata stuprata e poi strangolata. Il suo cadavere presenta numerosi lividi e l’autore del delitto le ha anche amputato un braccio’.

La bambina era uscita di casa da sola

La bambina violentata e uccisa nelle ultime ore in Pakistan deve aver sofferto molto prima di morire. Il padre ha detto che ieri la piccola era uscita di casa da sola ma non era più tornata. L’uomo si era preoccupato ed aveva avvertito le forze dell’ordine. Dopo accertamenti meticolosi il corpo esanime della ragazzina è stato ritrovato. Era privo di vestiti e pieno di lesioni e lividi, chiari segni di torture.

Tante persone sono scese in piazza in Pakistan, dopo l’ennesimo omicidio di una minorenne, per contestare l’inerzia della Polizia dinanzi agli innumerevoli stupri di donne e bambine. Nell’ultimo trimestre a Faisalabad sono stati scoperti 27 corpi senza vita. Come mai? Perché nessuno è intervenuto per evitare la morte di innocenti? La Polizia pakistana di recente si è limitata a dire che ‘i genitori devono essere in grado di proteggere i propri figli’.

La morte di Abida Ahmed

La madre della bimba stuprata e uccisa nelle ultime ore ha chiesto al Ministero della Giustizia di prendere in considerazione l’uccisione della figlia. Il fratello della bambina ha affermato: ‘Il primo ministro Shahbaz Sharif ha rinviato la sua visita a Faisalabad dopo aver promesso che sarebbe arrivato stamattina’.

Sono passati pochi giorni dal ritrovamento, in un fiume, del corpo esanime della 25enne Abida Ahmed. Anche lei aveva fatto perdere le tracce dopo essere uscita di casa. Ai genitori aveva detto che doveva recarsi al Faisalabad Government College University. Dall’esame autoptico sulla salma sono emersi indizi di tortura. Su tale vicenda è stata ovviamente aperta un’inchiesta.

Il Pakistan è stato scosso ancora una volta da un episodio orripilante. Una bambina di 7 anni è stata stuprata, massacrata e uccisa. Una fine terribile, simile a quella fatta dalla piccola Zainab Ansari, il cui corpo è stato rinvenuto a Kasur, in una discarica. Tanti pakistani, dopo aver appreso la triste notizia, avevano protestato contro la Polizia, rea secondo loro di una scarsa e lenta attività investigativa.

Proteste in piazza

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Dopo l’uccisione della piccola Zainab, molti bimbi e i loro genitori sono scesi in piazza per le continue torture e omicidi nel Punjab. Lo slogan dell’evento è stato: ‘Il prossimo non voglio essere io’. Il corteo di protesta era stato promosso dalla Cecil & Iris Chaudhry Foundation (Cicf). Tale fondazione e i manifestanti hanno auspicato che ‘il responsabile di questo crimine venga assicurato alla giustizia al più presto, giustizia per le vittime e protezione dei minori’.

Gli stupri ai danni dei più piccoli e gli omicidi oggi rappresentano vere piaghe del Pakistan. La popolazione è esausta di quello che sta accadendo e protesta contro la Polizia e le autorità, chiedendo più sicurezza e rispetto per le donne e le bimbe. Michelle Chaudhry, presidente della Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale pakistana, ha detto: ‘Ancora una volta il Pakistan ha fallito nel proteggere i propri figli, siamo molto più che inorriditi per il brutale incidente. È indispensabile che le autorità creino politiche efficaci per la protezione dei minori, che salvaguardino e proteggano ogni singolo bambino di questo Paese’.

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