Pamela Mastropietro, Luca Traini manda fiori dal carcere

By | 5 maggio 2018

Pamela Mastropietro, Luca Traini spedisce fiori dal carcereOggi, a Roma, si svolgeranno i funerali di Pamela Mastropietro, la 18enne stuprata e uccisa nei mesi scorsi a Macerata. Una fine terribile quella della giovane Pamela, su cui stanno ancora indagando gli inquirenti. Ieri il feretro ha lasciato l’obitorio di Macerata, alla volta di Roma, la città della Mastropietro. Prima della partenza, però, è arrivato un mazzo di rose bianche e fiori rossa avvolti da un nastro con su scritto Traini Luca (Lupo).

Feretro di Pamela Mastropietro a Roma

Luca Traini, in carcere dopo una sparatoria contro gli immigrati, a Macerata, ha voluto esprimere il suo cordoglio per la morte di Pamela Mastropietro. I suoi fiori rappresentano un saluto e un segno di rispetto nei confronti i familiari della 18enne trucidata lo scorso 30 gennaio 2018 nella cittadina marchigiana.

Ieri, nel momento in cui il feretro di Pamela abbandonava l’obitorio, c’era un centinaio di persone, oltre ovviamente ai genitori della ragazza, alla nonna e allo zio. Il feretro è stato benedetto dal vescovo Nazzareno Marconi. Presenti anche il sindaco di Macerata, Romano Carancini, e Deborah Pantana, consigliere comunale forzista, sempre accanto alla mamma di Pamela.

Mamma di Pamela parla col sindaco di Macerata

Cittadini comuni e rappresentanti delle istituzioni locali, ieri, si sono stretti attorno al dolore dei familiari di Pamela Mastropietro. Il primo cittadino di Macerata ha anche parlato in privato con Alessandra Verni, madre della 18enne.

Quando il feretro è stato portato fuori dall’obitorio, la signora Verni stringeva i fiori inviati da Luca Traini, uomo di estrema destra che nei mesi scorsi, a Macerata, aveva sparato contro diversi extracomunitari. Luca Traini non dimenticherà mai Pamela, ragazza fatta a pezzi e rinchiusa in due trolley. Proprio il desiderio di vendetta avrebbe spinto il 28enne a sparare contro gli extracomunitari, quegli extracomunitari che hanno ucciso Pamela.

Luca Traini non si è pentito

‘Sono vicino a Pamela e a sua madre’, aveva detto Traini, lo scorso febbraio, in occasione della convalida dell’arresto per strage aggravata dall’odio razziale. Durante l’interrogatorio tenuto dal pm Ciccioli, il 28enne avrebbe raccontato di aver fatto fuoco contro quegli extracomunitari per vendicare Pamela. Luca voleva fare giustizia, voleva uccidere soggetti africani come Innocent Oseghale, il presunto killer della 18enne.

L’avvocato che difende Luca Traini ha affermato che il suo assistito ‘non sapeva di aver colpito la ragazza (Jennifer, nigeriana raggiunta da diversi colpi vicino alla stazione, ndr), gli dispiace di averla ferita, non voleva farlo’.

Il cero di Traini dov’è stata ritrovata Pamela

Il legale ha anche spiegato che Traini non si è pentito: ‘Non ha chiesto scusa per ciò che ha fatto. Solo un pensiero di vicinanza a Pamela e a sua madre’. Dopo il cruento assassinio della Mastropietro, il 28enne di Tolentino avrebbe portato un cero nel luogo del ritrovamento del cadavere.

La storia di Pamela Mastropietro è e sarà sempre collegata con quella di Luca Traini. Pamela, 18enne romana fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti, e poi uccisa, e Luca, 28enne vicino ai gruppi di estrema destra che ha voluto fare giustizia per Pamela. Due vicende che si incastrano.

Intanto Oseghale è in carcere con l’accusa di occultamento e vilipendio di cadavere, accusa contestata dalla Procura. Il nigeriano continua a ripetere: ‘Pamela ha avuto un’overdose e io sono scappato’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *