Papa Francesco a Corviale consola figlio di un ateo

By | 16 aprile 2018

papa-bergoglio-corviale-roma-emanueleIl Pontefice, ieri, si è recato a Corviale, quartiere ‘difficile’ di Roma. Ad accoglierlo tanti fedeli e curiosi. A Corviale tutto è popolare, dalle case alle convinzioni, ma c’è tanta fede, tanta speranza e tanta voglia di cambiare. Peccato per le autorità locali e centrali, che spesso sembrano disinteressarsi delle piaghe di certi quartieri capitolini, specialmente quelli periferici. Ma questi sono altri discorsi. Adesso ci vogliamo concentrare su Emanuele, un bimbo di Corviale che ha perso il papà da poco tempo.

Emanuele piange dinanzi a Papa Francesco

Una volta arrivato davanti a Papa Francesco, seduto, Emanuele è scoppiato in lacrime. Respirava con affanno. Emanuele si era preparato una domanda da porre al Santo Padre ma non riusciva a parlare. Non per introversione ma per la tipologia di domanda. Francesco si accorge del disagio del piccolo e lo invita a recarsi vicino a lui. ‘Vieni, dimmi la domanda all’orecchio’, dice il Papa al bimbo. Questo si avvicina e gli sussurra la domanda all’orecchio. Francesco, poi, afferma: ‘Ho chiesto a Emanuele se posso dirvi quello che mi voleva chiedere. Voleva sapere se suo papà, che è morto da poco, adesso si trova all’inferno o in paradiso. Quel papà non aveva il dono della fede ma ha fatto battezzare i suoi figli, questo a Dio è piaciuto tanto’.

Il padre di Emanuele era ateo ed è morto da poco tempo. Il piccolo voleva sapere se il papà adesso si trova all’inferno o in paradiso. Papa Francesco ha sciolto il suo dubbio amletico. C’era tanta gente ieri al Corviale durante la visita del Pontefice alla parrocchia di San Paolo della Croce. L’ultimo Papa a visitare tale quartiere della Capitale era stato, nel 1992, Papa Giovanni Paolo II. Gran parte delle persone  del ‘Serpentone’  si è riunita per salutare Francesco. Il ‘Serpentone’ una struttura imponente, e per certi versi inquietante, di 9 piani e lunga un chilometro. Ebbene, quasi tutto il quartiere vive nel ‘Serpentone’, un edificio realizzato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80: in soldoni la struttura è formata da 2 edifici uniti mediante un ponte. Negli edifici vivono circa 6mila persone, specialmente anziani, spesso condannati a restare a casa quando gli ascensori non funzionano.

Corviale: quartiere ‘difficile’ di Roma

Corviale è ritenuto uno dei quartieri più malfamati e pericolosi di Roma. Mere dicerie per molti. Nel ‘Serpentone’ vivono anche persone perbene, che hanno un cuore grandissimo e auspicano legalità e giustizia nel mondo. Don Gabriele Petreni, sacerdote della Fraternità dell’Incarnazione (ente incardinato nella parrocchia di Corviale) ha detto: ‘La bruttezza della struttura architettonica inevitabilmente crea un pregiudizio sulle persone che ci abitano’.

Bergoglio è arrivato verso le 16. La sua auto ha percorso via Poggio Verde, rasente del Serpentone. Tanti striscioni appesi dai residenti per far sentire il loro calore a Francesco. Il Papa ha incontrato bimbi del catechismo, poveri, anziani e malati. Ancora una volta il Pontefice ha portato pace e speranza in un quartiere ‘difficile’ di Roma. Dopo un breve colloquio con alcuni carcerati, il Papa ha presieduto la messa. ‘Tutti siamo figli di Dio, tutti, anche i non battezzati, sì, anche quelli che credono in altre religioni, o che hanno idoli. Anche i mafiosi sono figli di Dio ma preferiscono comportarsi come figli del diavolo’, ha risposto Francesco a una domanda di una bambina.

‘Tutti sono figli di Dio, Dio ha creato e ha amato tutti e ha messo a tutti nel cuore la coscienza di distinguere il bene dal male. Con il battesimo è entrato lo Spirito Santo e ha rafforzato la tua appartenenza a Dio. Anche i mafiosi sono figli di Dio, dobbiamo pregare perché tornino e riconoscano Dio. Chi di voi prega per i mafiosi perché si convertano? Bisogna pregare’, ha esclamato Francesco dinanzi a tanti ragazzini.

‘Magari potessimo piangere come Emanuele’

Il momento più commovente della visita del Papa a Corviale è stato senza dubbio l’incontro con Emanuele, bimbo che ha perso il padre ateo. ‘Magari potessimo piangere come Emanuele quando abbiamo un dolore nel cuore. Piange per il suo papà che è venuto a mancare e ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi perché c’è amore nel suo cuore. Il papà era ateo ma ha fatto battezzare i quattro figli, era un uomo bravo. È bello che un figlio dica del suo papà era bravo. Se quell’uomo è stato capace di fare figli così era un uomo bravo. Dio è fiero del tuo papà’, ha spiegato Papa Bergoglio che, rivolgendosi a Francesco, ha aggiunto: ‘Dio ha un cuore di papà, tuo papà era un brav’uomo, è in cielo con Lui, stai sicuro. Dio ha un cuore di papà e davanti a un papà non credente che è stato capace di battezzare i suoi bambini, Dio sarebbe capace di abbandonarlo? Dio sicuramente era fiero di tuo papà, perché è più facile essere credente e far battezzare i figli che non essere credente e far battezzare i figli. Prega per tuo papà, parla con tuo papà. Questa è la risposta’.

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