Partorisce all’uscita dell’ospedale: dottoressa l’aveva allontanata

By | 2 ottobre 2017

Casarano, partoriente allontanata dall'ospedale, poi dà alla luce il bebèPresunto caso di malasanità o deficit della sanità italiana? Quello che è certo è che una 26enne incinta di Casarano, in provincia di Lecce, ha partorito all’uscita dell’ospedale ‘Francesco Ferrari’. La ragazza, già madre di due bimbi, aveva le doglie ed aveva chiesto di essere ricoverata. La dottoressa, però, riteneva il suo caso non urgente, quindi non meritevole di ricovero in base al blocco dei ricoveri stabilito dal nuovo piano di riordino sanitario. La ragazza era stata portata all’ospedale dal marito. Dinanzi al ‘no’ della dottoressa, la 26enne e il marito erano stati costretti ad uscire. Ogni passo, però, rappresentava un dolore incredibile per la partoriente che, una volta arrivata all’uscita del nosocomio, ha dato alla luce il suo terzo figlio. Ad assisterla, oltre al marito, un addetto alla vigilanza. La 26enne è stata subito trasportata in reparto. Ora mamma e figlia godono di ottima salute. Sulla vicenda, però, si dovrà fare chiarezza. Perché quella dottoressa aveva invitato la partoriente ad andarsene?

Doglie continue

Non si era resa conto che quella ragazza aveva doglie di parto continue e, dunque, avrebbe dato alla luce la figlioletta di lì a poco. Senza una minima diagnosi, la dottoressa del punto nascite dell’ospedale di Casarano aveva detto alla 26enne che il ricovero non era possibile  in quanto previsto solo per le emergenze. Ma le condizioni in cui si trovava la ragazza non rappresentavano un’emergenza? Che cosa si intende per emergenza? Ecco, a Casarano si dovrà fare luce sulla vicenda e sul significato di emergenza.

Non si sa se il caso della donna incinta che ha partorito davanti all’uscita del nosocomio di Casarano configuri un caso di malasanità; comunque si dovranno compiere indagini in merito perché la decisione della dottoressa poteva costare cara alla partoriente.

Travaglio: maggior parte in casa, non in ospedale

A Casarano, negli ultimi anni, si sono registrati molti casi di malasanità, riportati sulle pagine di autorevoli tabloid e siti. Casi di soggetti operati all’arto sbagliato o a cui è stata dimenticata una garza nell’addome. Casi gravi dovuti alla disattenzione, all’imperizia o alla superficialità dello staff di sanitari.

Noi sappiamo solo che una donna in procinto di partorire, invece di essere accolta in ospedale, è stata invitata ad uscire perché, secondo la dottoressa, la sua situazione non era un’emergenza. Non vogliamo accusare nessuno, per carità, non è il nostro stile. Saranno altri soggetti a fare luce sulla vicenda. Al momento si possono solo avanzare ipotesi.

Forse la dottoressa credeva che la 26enne di Casarano fosse alla prima contrazione, quindi nella fase antecedente al travaglio vero e proprio. Forse la partoriente e la dottoressa non si sono capite; oppure il medico aveva capito tutto ma non poteva ricoverare la donna perché non c’erano posti.

Ogni donna al nono mese di gravidanza non deve, dunque, precipitarsi subito in ospedale alla prima contrazione. In questo caso, generalmente, il personale sanitario invita la partoriente a tornare a casa. Le donne possono recarsi in ospedale solo quando le contrazioni arrivano ogni 3-4 minuti. Solitamente i medici consigliano alle donne incinte di fare gran parte del travaglio a casa per avere più libertà di fare ciò che vogliono, come una doccia o un bagno rilassante nella propria vasca.

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