Cronaca

Pedofilia in Cile, Papa Francesco si vergogna e chiede scusa

pedofilia-papa-francesco-abusi-cileIn Cile molti bimbi sarebbero stati abusi da religiosi. Il clero è dunque responsabile di pedofilia nella nazione sudamericana. Tante le testimonianze raccolte e lette anche da Papa Francesco, che ora si vergogna e chiede scusa. Chissà cosa avranno fatto e detto le vittime dei pedofili e  i loro familiari davanti alle scuse del Pontefice? Ma queste sono altre dissertazioni. Il Pontefice ha scritto nelle ultime ore ai vescovi cileni che le prove raccolte sui casi di pedofilia testimoniano ‘molte vite crocifisse e confesso che questo mi causa dolore e vergogna’.

Papa Francesco vuole parlare con i vescovi cileni

Papa Francesco ha appreso verità sconcertanti dopo aver inviato in Cile mons. Charles Scicluna. Ora il vescovo di Roma ha intenzione di dialogare con i vescovi cileni sugli abusi clericali nel Paese sudamericano.

‘Per quanto mi riguarda riconosco e voglio trasmetterlo fedelmente, che sono in corso in gravi errori di valutazione e percezione della situazione, in particolare per mancanza di informazioni veritiere ed equilibrate. D’ora in poi, mi scuso con tutti quelli che ho offeso e spero di poterlo fare personalmente, nelle prossime settimane, negli incontri che avrò con rappresentanti delle persone intervistate’, ha scritto Bergoglio.

Sembra che in Cile il ‘meccanismo’ di sorveglianza del Vaticano sugli abusi abbia fatto cilecca. Lo dimostrano molti casi di pedofilia, tra cui quello Karadima-Barros. Storie luride di pedofilia e imboscamento di abusi. A scuotere il mondo intero è stata la triste lettera scritta da un ragazzo, Juan Carlos Cruz, abusato da persone con l’abito talare. La lettera, 3 anni fa, era finita tra le mani di Papa Francesco ed era stata pubblicata anche dal New York Times.

La crociata di Bergoglio contro i preti pedofili

Papa Francesco, sin dalla sua elezione, ha sempre rimarcato la sua crociata contro i preti pedofili. Il Pontefice però non può trovarsi ovunque, quindi non si possono escludere nuovi casi di pedofilia nella Chiesa. In Cile dei religiosi hanno commesso gravi abusi sui bimbi. Questa è la dura verità. Papa Francesco vorrebbe scoprire e processare tutti i preti pedofili ma non è semplice. Ricordiamo il tempestivo richiamo, da parte di Bergoglio, del nunzio-arcivescovo Wesolowski e il conseguente processo. Il prelato venne ridotto allo stato laicale.

In Cile il sacerdote Fernando Karadima avrebbe abusato di molti bimbi e ragazzi. Il religioso era molto conosciuto e stimato dai parrocchiani. Ad inchiodarlo era stata la confessione di un chierichetto. Dopo tale dichiarazione, anche altre persone erano uscite allo scoperto. Tutti contro il prede pedofilo Karadima. Da santo a demone in un attimo. Il cardinale, con le spalle al muro, non aveva fatto altro che trasferire Karadima in un’altra parrocchia. Sistema tradizionale dell’occultamento.

Alla fine Karadima è stato punito con la permanenza perpetua in un convento. Il cardinale Errazuriz, conscio degli abusi del religioso, chiederà scusa ai giovani abusati per non aver mai creduto alle loro denunce.

Una lettera agghiacciante quella scritta da Cruz, un documento che getta ombre, tante ombre, sulla Chiesa. Karadima, secondo il ragazzo, baciava in bocca e palpeggiava i ragazzi. Ebbene, quella missiva è finita in Vaticano ed è stata letta anche da Bergoglio. A un certo punto questo aveva detto ai giornalisti cileni: ‘Il giorno che mi porteranno prove contro il vescovo Barros, parlerò. Non c’è uno straccio di prova contro lui. Sono tutte calunnie’. Lo scorso 21 gennaio, invece, il Pontefice ha fatto intendere di aver mutato opinione riguardo agli abusi in Cile.

A margine del viaggio di ritorno da Cile e Perù, Bergoglio aveva detto ai giornalisti: ‘Il caso del vescovo Barros è un caso che ho fatto studiare, ho fatto fare indagini, ho fatto lavorare molto e realmente non ci sono evidenze’.

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