Pedofilo ustionato dal compagno di cella: aveva stuprato e ucciso 13enne

By | 26 ottobre 2017

Pedofilo aggredito con acqua bollente in carcere: gravi ustioniLe legge del carcere è spesso dura per chi si macchia di gravi crimini. Il 48enne Brett Cowan è stato condannato all’ergastolo dai giudici australiani per aver stuprato, torturato e ucciso il piccolo Daniel Morcombe, 13 anni. Brett si trova nel penitenziario Wolston Correctional Centre, nel Queensland. Dovrà passarci tutta la vita perché il crimine che ha commesso è indescrivibile. Brett è un crudele pedofilo. In carcere i detenuti sanno tutto, o quasi, degli altri carcerati. Conoscono il motivo dell’arresto o della condanna. Quando si va dentro per reati gravissimi, si rischia di venire attaccati dagli altri detenuti, che vogliono vendicare le vittime e i parenti. Ebbene, un detenuto australiano ha voluto vendicare il piccolo Daniel, stuprato barbaramente da Cowan e ucciso. Daniel stava giocando a carte vicino alla sua cella quando gli è arrivata una secchiata d’acqua bollente in testa. Brett è stato torturato da un altro carcerato, il 30enne Adam Davidson. Il 48enne è stato sorpreso da dietro. Ha provato un dolore immenso. L’acqua bollente gli ha provocato ustioni su tutto il corpo.

Adam non voleva uccidere il pedofilo

Adam Davidson non si sarebbe limitato a gettare acqua calda sul pedofilo, ma lo avrebbe colpito più volte con lo stesso secchio. Voleva vendicare quel piccolo stuprato e massacrato. Il trentenne ha confessato che voleva colpire il pedofilo ma non intendeva ucciderlo.

Brett Cowan ha riportato gravi ustioni al petto, alla testa e alle gambe. Davidson invece è stato condannato a 3 anni di reclusione per il gesto. Il giudice Ian Dearden ha dichiarato che il pedofilo stava già scontando la sua pena e non avrebbe dovuto assolutamente essere abusato.

La corte australiana ha affermato che il gesto brutale è effetto di un forte desiderio di vendetta. Un magistrato, prima di condannare Davidson, ha citato Gandhi: ‘Un occhio per un occhio rende cieco il mondo intero’.

Il procuratore Mark Whitebread ha affermato: ‘Adam voleva solo fargli male, voleva fargli sentire lo stesso dolore che aveva provato il 13enne’.

Cowan è in carcere per lo stupro e l’uccisione del piccolo Daniel dal dicembre 2003. Il cadavere del ragazzino è stato scoperto dai poliziotti solo nel 2011, dopo la confessione di Brett.

Il carcere duro in Australia

In Australia, come in altre nazioni del mondo, non sono infrequenti i casi di stupro. Molti bimbi vengono abusati da orchi, giovani e maturi. In Australia, purtroppo, si stupra anche in carcere. L’anno scorso destarono scalpore i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza installate nel penitenziario minorile Don Dale, a Darwin. Video ritraenti gli abusi subiti dai piccoli detenuti. Gli stupratori erano le guardie, proprio i soggetti che dovevano sorvegliarli. In un video si vede bene un giovane detenuto legato a una sedia, col torso nudo, e un cappuccio in testa. Davanti a lui i secondini. Adam Giles, rappresentante del Governo del Territorio del Nord, aveva detto che ‘non è un bello spettacolo da guardare in televisione’.

Quel giovane detenuto aveva poi voluto ringraziare tutti coloro che lo avevano sostenuto. Sì perché quel cruento filmato aveva suscitato l’indignazione degli australiani, e non solo. Il ragazzo aveva anche scritto una lunga lettera  con cui chiedeva scusa alla comunità per quello che aveva fatto, esprimendo il suo desiderio di uscire e redimersi.

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