Pedofilo violenta bimba in parrocchia: si era finto istruttore di ginnastica artistica

By | 4 maggio 2016

Pedofilia a Roma. Ci risiamo. Un 45enne romano è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale, tentata violenza sessuale e corruzione. Il maniaco si fingeva fisioterapista o istruttore di ginnastica 

loading...

 

 

Stavolta l’orco è un 45enne, un uomo senza scrupoli che cercava di irretire ragazzine con il medesimo ‘modus operandi’: si spacciava per istruttore di ginnastica o fisioterapista e, dopo aver ottenuto la fiducia delle ragazzine, ne abusava. Una storia squallida che la dice lunga sulla folta schiera di pedofili nella Capitale, una fitta rete di soggetti perversi che le forze dell’ordine non riescono, nonostante numerosi arresti, ancora a smantellare. Gli inquirenti hanno scoperto che il 45enne ha violentato due bimbe di 9 e 5 anni ed ha cercato di abusare di una 15enne. Il losco soggetto meditava a lungo sulle tattiche da usare per raggiungere i suoi abietti scopi: un giorno, ad esempio, si avvicinò a una bimba di 9 anni, che passeggiava col padre, e fingendosi un istruttore di ginnastica artistica, invitò la piccola a un provino per uno show che si sarebbe dovuto svolgere in occasione di una festa parrocchiale. Il padre delle minori accettò l’invito. Una volta arrivato in una parrocchia venne invitato dal pedofilo ad attendere. Le piccole vennero condotte dal 45enne nel teatro attiguo alla struttura religiosa: una di esse (quella più grande) venne abusata.

Gli inquirenti hanno scoperto che nella rete del 45enne perverso erano finiti molti bimbi, che abbindolava sempre allo stesso modo, facendo credere di essere un istruttore di ginnastica artistica o un fisioterapista. Il maniaco romano era già stato condannato in via definitiva, 8 anni fa, a 7 anni di reclusione sempre per pedofilia. A quanto pare, gli anni di carcere non sono bastati a redimere l’uomo. Le indagini delle forze dell’ordine vanno avanti per scoprire eventuali altre vittime dell’orco romano. Ancora pedofilia a Roma. Non è solo la Capitale, però, l’unico teatro di episodi nauseanti di abusi sui minori. Purtroppo il fenomeno è in costante aumento, alimentato anche dal web e dai social network. Sì perché gran parte dei pedofili adesca le vittime proprio online. I genitori, dunque, devono sempre monitorare i piccoli quando navigano sul web.

Due anni fa, il Telefono Azzurro ha presentato un interessante dossier con cui è stato evidenziato che sono aumentati, negli ultimi anni, i casi di pedofilia. Nel 2013, l’associazione ha gestito mediante chat e telefono ben 240 casi di violenze su bimbi e ragazzini. Il presidente del Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, nel corso di una conferenza in tema al Senato, ha implorato le istituzioni affinché elargiscano non solo fondi per il contrasto degli abusi sessuali sui minori ma anche per un “coordinamento reale attraverso l’Osservatorio nazionale sulla pedopornografia e sulla pedofilia e una formazione di tutti coloro che si occupano di questo tema, dalla Polizia ai carabinieri, alla magistratura e alle professionalità della cura perché possano su questo versante affrontare con più coordinamento e più efficacia questo problema”. Ogni misura varata dal Governo contro la pedofilia, insomma, è benvenuta poiché stiamo parlando dell’equilibrio psico-fisico dei minori che, inevitabilmente, viene violato in presenza di abusi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *