Arte e cultura

Peppino Impastato: targa commemorativa devastata prima dell’inaugurazione

Peppino Impastato, targa vandalizzata a LegnanoNon era stata neanche inaugurata la targa per commemorare, a Legnano, Peppino Impastato, compianto giornalista e attivista contro le mafie ucciso il 9 maggio 1978 a Cinisi (Palermo), il suo paese. Una scoperta triste, dura, che fa male ma rappresenta un pungolo per combattere in maniera più incisiva le mafie. Ne è certo il sindaco di Legnano, Alberto Centinaio, che è furioso per il gesto vandalico commesso nei confronti della targa commemorativa del celebre giornalista e membro di Democrazia Proletaria. Giuseppe Impastato, detto Peppino, fu anche un grande poeta e scrisse frasi e poesie indimenticabili e intense.

Peppino Impastato offeso anche dopo la morte

Una targa dedicata all’attivista e poeta siciliano Peppino Impastato è stata deturpata a Legnano. L’insegna si trova in un giardino pubblico tra via Risorgimento e via Pasteur. Il primo cittadino di Legnano ha subito sporto denuncia alle forze dell’ordine e spera che il vile gesto sia solo frutto della stupidità di qualche persona. L’azione sciagurata è stata commessa proprio qualche giorno prima l’anniversario della morte del martire della mafia, ucciso il 9 maggio 1978 a Cinisi. Adesso le forze dell’ordine stanno indagando sulla vicenda triste avvenuta a Legnano nelle ultime ore. La targa dedicata a un martire della mafia è stata incendiata da ignoti. La scoperta è stata fatta da due ragazzi, Jennifer e Rosario, che hanno subito provveduto a ripulire l’insegna dedicata al compianto attivista di cui dopodomani, 9 maggio 2017, ricorrerà il 39esimo anniversario della morte.

Un martire della mafia, una vita contro la criminalità

Alla fine, la targa dedicata a Peppino Impastato è stata inaugurata durante una cerimonia a cui hanno partecipato molte persone, tra cui vari esponenti politici. Il segretario dem di Legnano, Alberto Dell’Acqua, si augura che l’atto di vandalismo compiuto nei confronti della targa commemorativa dello straordinario giornalista e attivista siciliano sia una bravata di ‘infelici idioti’. L’esponente dem legnanese, però, sottolinea che il gesto non va sottovalutato perché è solo l’ultimo di una lunga serie. ‘Non è la prima volta che Legnano è protagonista di preoccupanti segnali’, ha spiegato Dell’Acqua durante l’inaugurazione della targa dedicata al martire della mafia.

Quando l’Italia era ancora scossa per l’omicidio di Aldo Moro, esponente della DC, il 9 maggio 1978 veniva scoperto il cadavere di Giovanni, ‘Peppino’, Impastato. Questo è diventato così un martire della mafia. La morte del giornalista siciliano è stata voluta dalla mafia, contro cui Peppino combatté si dalla giovane età. L’autore di splendide e toccanti poesie cercò per tutta la sua breve esistenza (morì a 30 anni) di contrastare la mafia, denunciandone le attività illecite e gli affari sporchi con la politica. Peppino Impastato passò a miglior vita a causa di un’esplosione. Il mandante del blitz letale fu Gaetano Badalamenti, leader indiscusso di Cosa Nostra negli anni ’70. La condanna all’ergastolo arrivò per il boss solamente nel 2002. La giustizia, grazie alle indagini degli investigatori, si rese conto che Badalamenti fu il mandante dell’omicidio di Peppino Impastato. Fu lui a volere la morte di un uomo che non ebbe mai timore della criminalità e camminò sempre a testa alta. Badalamenti è morto nel 2004 nel penitenziario di Ayer, negli Usa.

Peppino Impastato è morto, è vero, ma non moriranno mai le sue parole, le sue poesie. I suoi ideali di libertà e democrazia.

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