Un piano per rapire Michael Jackson

By | 6 giugno 2014

Esisteva un piano per rapire Michael Jackson

Un piano per rapire Michael Jackson
Lo rivela soltanto adesso, a diversi anni di distanza dalla morte del Re del Pop, l’ex manager Ron Weisner, su un libro appositamente scritto: c’era un piano per rapire Michael Jackson.
Ma il piano per rapire Michael Jackson aveva soltanto uno scopo: quello di aiutarlo e salvargli possibilmente la vita.
Ron Weisner, manager oltre a Michael Jackson, di celebrità del calibro di Paul McCartney e Madonna, cercò in ogni modo di rapire Michael Jackson per salvarlo dalla tossicodipendenza, mentre la star veniva riempita di soldi e droghe dalle royalty del Bahrain.
Jackson aveva sviluppato una grave dipendenza dagli antidolorifici dopo l’incidente mentre girava uno spot per la Pepsi.
“C’erano altre persone nella vita di Michael che hanno tentato di aiutarlo, nessuno di loro però ci è riuscito.” si legge tra le pagine del libro di Ron Weisner.
Il curatore dello showbisness, che parlava anche 20 volte al giorno con Michael Jackson, fin dal tempo dei suoi massimi successi negli anni ’80, aveva infine parlato a La Toya Jackson utilizzando queste parole: “Io lo prenderei. Mi piacerebbe avere alcune persone per afferrarlo e portarlo in qualche centro di riabilitazione nel bel mezzo del nulla”.
Durante il 2006 la dipendenza dalle droghe e le spese folli di Michael Jackson stavano toccando il fondo, tanto che si era stato costretto a recarsi in Bahrain dove era stato rifornito di tutti i soldi e la droga di cui aveva bisogno da due ricchi principi, scrive in un altro passo Ron Weisner.
Dopo aver discusso insieme molte volte negli ultimi anni il modo in cui intervenire, La Toya aveva finalmente dato a Weisner il via libera per attuare il piano per rapire Michael Jackson..
Nel disperato tentativo di salvare la vita al suo amico, Weinser scrive: “Era esattamente ciò che era: un rapimento dall’altra parte del mondo, che ha coinvolto un aereo, un centro di riabilitazione, una squadra e più soldi di quanto riesca ad ammettere”.
Ma all’ultimo momento La Toya non si è più dichiarata disponibile ed il piano per rapire Michael Jackson è sfumato nel nulla
“Col senno di poi, è stata probabilmente la cosa migliore … come ha sottolineato uno dei miei avvocati”. Ammette Weisner.
“C’era il rischio che ciò sarebbe stato visto come un rapimento, piuttosto che come un tentativo di aiutare un amico”.
Il piano non è andato a buon fine e la storia che è seguita la conosciamo tutti: i telegiornali hanno dato avviso della morte di Michael Jackson nell’estate del 2009, il Re del Pop fu trovato senza vita proprio nella sua villa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.