Cronaca

Picchia la compagna di scuola: ‘Sei grassa’

bullismo-scuola-augustaIl bullismo dimora anche ad Augusta, in provincia di Siracusa. Teatro dell’episodio scioccante una scuola media. Una 12enne è stata colpita e offesa da un compagno di classe. I genitori della vittima di bullismo hanno subito sporto una denuncia.  I genitori della vittima di bullismo siciliana hanno detto che due ragazzini di 12 anni hanno offeso la figlia. Uno di essi poi le avrebbe sferrato un pugno in faccia, dicendole: ‘Sei grassa’. L’episodio è avvenuto sotto gli occhi degli altri compagni di classe e del professore, che ha subito allertato il padre e la madre.

Le botte e la corsa al Pronto soccorso

La 12enne, dopo il pestaggio, è stata trasportata al Pronto soccorso per la medicazione delle ferite. I carabinieri hanno già identificato i minorenni violenti, segnalando la vicenda all’autorità giudiziaria competente. I carabinieri hanno annunciato che prossimamente raccomanderanno alla scuola media di Augusta di promuovere meeting incentrati sul delicato tema del bullismo e delle sue conseguenze negative, sia per le vittime che per coloro che lo praticano.

Bullismo a scuola: gli atteggiamenti da non sottovalutare

Si sente spesso parlare di bimbi offesi e picchiati a scuola dai compagni di classe o da altri ragazzi. Il bullismo è un argomento delicato che dovrebbe essere maggiormente trattato dalle scuole e dalle associazione giovanili. Ecco perché i carabinieri di Augusta hanno esortato la scuola media a promuovere incontri sul tema.

I minori devono conoscere il significato di bullismo sin dalla tenera età, in modo da evitare determinate condotte e segnalare subito certi comportamenti. Il bullismo non va certamente trascurato perché i suoi effetti sono deleteri, minano la sfera psicofisica di chi lo subisce.

Le scuole non devono senz’altro sorvolare su eventuali lagnanze dei genitori o su comportamenti violenti dei ragazzi. In tal caso, i professori dovrebbero riunirsi per discutere sulla delicata questione, cercando di risolverla. I prof, così come i genitori, devono ricordare che spesso le vittime di bullismo tendono a non rivelare le offese, verbali e fisiche, subite perché temono eventuali vendette dei bulli.

Gli studenti di ogni scuola, insomma, dovrebbero sempre segnalare i casi di bullismo ai professori e al dirigente scolastico. Il clima omertoso, in questi casi, è estremamente dannoso. E’ chiaro che ogni scuola deve sapersi guadagnare la fiducia dei ragazzi; così come i genitori devono sapersi guadagnare quella dei figli.

Per combattere il bullismo è necessaria un’azione congiunta, un gioco di squadra, delle istituzioni e dei genitori. I giovani devono essere ricompensati se si comportano correttamente e ammoniti se sbagliano. Bisogna comunque ricordare che gli eventuali rimproveri vanno sempre motivati; altrimenti i minori non riescono a capire la ragione dell’accanimento dei genitori-insegnanti. Nel mondo ci vuole responsabilità. In primi che devono dimostrare correttezza e assennatezza sono gli adulti. Un genitore dissennato non dovrebbe stupirsi dell’eventuale incoscienza dei figli, o no?

Secondo recenti sondaggi, gli episodi di bullismo diminuiscono col passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria. Nel 2014, l’Istat aveva condotto diverse indagini sugli episodi di violenza a scuola, scoprendo che oltre il 50% dei minori tra gli 11 e i 17 anni aveva subito offese fisiche o verbali da parte dei coetanei.

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