Picchiata dalle bulle alla fermata dell’autobus: Mariam è morta

By | 17 marzo 2018

pestata-dalle-bulle-mariam-moustafa-mortaUna studentessa 18enne di ingegneria, del Nottingham College, è stata picchiata da un gruppo di ragazze nei pressi del centro commerciale Victoria Center di Nottingham, lo scorso 20 febbraio 2018. L’aggressione è stata immotivata. Mariam Moustafa, ragazza originaria dell’Egitto, aspettava un autobus nel centro della città, dopo aver fatto shopping. Le bulle l’hanno presa di mira e picchiata con una violenza inaudita. Dopo svariati giorni di agonia in ospedale, Mariam è morta. Amr El Hariry, zio 46enne di Mariam, ha affermato che sua nipote è stata picchiata alla fermata dell’autobus, poco prima di salire. Il branco era formato da circa 10 ragazze.

Botte fino a farla svenire

Bullismo a Nottingham. La studentessa universitaria Mariam è finita nella rete delle bulle che, senza motivo, l’hanno pestata fino a farla svenire. Un uomo è accorso subito per aiutarla. Mallak Moustafa, sorella minore della vittima, ha riferito che suo fratello le ha raccontato come sono andate le cose prima che Mariam entrasse in coma. La 16enne ha rivelato alla BBC che la sorella era stata dapprima insultata e picchiata ala fermata dell’autobus. Non appena aveva visto il mezzo pubblico arrivare, la 18enne originaria dell’Egitto era salita rapidamente, non immaginando che ognuna di quelle bulle avrebbe pagato una sterlina per salire sull’autobus e continuare a picchiarla. ‘Era salita sull’autobus, non pensava che avrebbero pagato tutte 1 sterlina per andare avanti. Le si erano avvicinate quando si era seduta, dicendole che non avevano finito con lei. Poi le ragazze avevano continuato a prenderla a pugni, a sferrarle colpi, finché Mariam non era più stata in grado di capire cosa stava accadendo’, ha detto la giovane Mallak Moustafa.

Colpita varie volte prima dell’arrivo del bus

La Polizia di Nottinghamshire ha detto che la giovane egiziana era stata colpita diverse volte prima dell’arrivo dell’autobus. All’arrivo del mezzo pubblico ‘era stata seguita dallo stesso gruppo di ragazze che erano minacciose e offensive nei suoi confronti prima che scendessero’. La 18enne era stata trasportata d’urgenza al Nottingham City Hospital, dove i medici l’avevano collocata in un coma indotto. Giorni di sofferenza per la studentessa universitaria, fino alla morte, avvenuta nei giorni scorsi. Lo zio di Mariam sostiene che la nipote e la sorella erano già state minacciate e colpite 4 mesi prima del raid letale alla fermata dell’autobus. Dopo l’episodio di bullismo, la Polizia di Nottingham ha avviato un’indagine accurata, arrestando una 17enne. Quest’ultima però è stata rilasciata su cauzione. Il Ministero dell’Interno ha già ordinato l’autopsia sul corpo esanime della povera Mariam.

Perché hanno picchiato Mariam?

Non si conosce ancora il motivo per cui le bulle si sono scagliate contro la 18enne egiziana alla fermata dell’autobus. Non è esclusa nessuna ipotesi, nemmeno quella dell’aggressione a sfondo razziale. I poliziotti hanno assicurato che stanno mantenendo una ‘mente aperta’ al riguardo: ‘In questo momento, dalle nostre indagini, non ci sono informazioni che suggeriscono che l’assalto sia stato motivato dall’odio ma continuiamo a mantenere una mente aperta’. L’ambasciata egiziana ha detto che sta seguendo il caso da vicino, rammentando la necessità che ‘i responsabili siano rapidamente assicurati alla giustizia’. Un comunicato diffuso dall’ambasciata recita: ‘La profonda preoccupazione degli egiziani è evidente e l’ambasciata rimane concentrata nei suoi sforzi per sostenere e assistere la famiglia in lutto di Mariam, la cui vita è stata distrutta dalla perdita traumatica’.

Ironia delle bulle su Instagram

La sorella della 18enne ha rivelato che, dopo il pestaggio, qualche ragazza del branco ha ironizzato sul coma di Mariam su Instagram: ‘Sono rimasta scioccata, dovrebbero vergognarsi di se stesse. Pensavamo che l’Inghilterra sarebbe stato il nostro futuro, di essere un ingegnere un giorno, qualsiasi cosa avremmo voluto essere, è per questo che mio padre ci ha portato in Inghilterra. Ma sembra che ci abbia davvero rovinato, non pensavamo che l’Inghilterra fosse così’. Hatim Moustafa, padre di Mariam, ha asserito: ‘Quando è nata Mariam, ho fatto del mio meglio per lei. Sono arrivato qui per il suo futuro e l’educazione, per mia figlia, per essere farla diventare un ingegnere, ma ora non è giusto’.

Mariam aiutata dall’autista

La Nottingham City Transport (NCT), compagnia di trasporti di Nottingham, ha detto che uno dei suoi autisti è subito corso in aiuto della 18enne pestata dalle bulle: ‘Vorremmo riconoscere pubblicamente il nostro autista, che è salito al piano di sopra per intervenire e si è comportato da barriere tra le violente ragazze e Mariam, dopo che ha chiesto loro di lasciare l’autobus. Le telecamere a circuito chiuso del bus sono state consegnate alla Polizia di Nottinghamshire come parte delle loro indagini su questa terribile aggressione e continuiamo a sostenere i loro sforzi per identificare i colpevoli’.

Mariam sognava di diventare ingegnere e si era iscritta al Nottingham College. Yultan Mellor, vice preside del college, ha affermato che Mariam era ‘caritatevole e abile’ e aveva ‘forti aspirazioni per i suoi studi futuri e la sua eventuale carriera’. La migliore amica della vittima di bullismo, Mariam Jankeh John, ha detto che era ‘amorevole, allegra, alla moda e intelligente. Non riesco ad immaginare che qualcuno amichevole, calmo e allegro come Mariam possa diventare una vittima’. L’ambasciata egiziana ha aggiunto in una nota: ‘Il console generale dell’Egitto e il consulente medico, nonché un rappresentante dell’ambasciata, sono stati immediatamente inviati per offrire sostegno e assistenza alla famiglia in questo momento devastante. Sono stati informati dall’avvocato della famiglia sugli ultimi sviluppi medici e legali’.

La morte di Mariam ha riaperto il dibattito sul bullismo in Gran Bretagna. La violenza di quel gruppo di ragazze è stata incredibile e incomprensibile. Adesso il padre della 18enne chiede giustizia: ‘Voglio giustizia per mia figlia, non solo per mia figlia ma anche per gli altri ragazzi. Non voglio che quello che accaduto a Mariam possa accadere anche a un’altra ragazza o ad un altro ragazzo. Mia figlia era un angelo. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per chiunque, era una ragazza molto gentile. Era tutto per me. Cercava di aiutare chiunque, se avessero avuto bisogno di soldi o altro li avrebbe sempre aiutati. Tutta la mia famiglia, mio figlio, mia figlia hanno pianto dopo quello che è successo. Non è giusto. Avevo bisogno di aiuto e ne è venuto dopo, quando è morta’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.