Picchiato e legato a un albero per un debito di 25 euro

By | 2 febbraio 2018

Avellino-pestaggio-ragazzo-legato-alberoUn 18enne di Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, è rimasto vittima di una vera e propria spedizione punitiva programmata da due coetanei, un 17enne e un 18enne. Ora i carabinieri della compagnia di Avellino hanno denunciato i due aggressori per sequestro di persona, rapina ed estorsione. L’episodio traumatico è avvenuto ieri pomeriggio ad Avellino. La vittima ha incontrato i due coetanei alla fermata dell’autobus. I due hanno imposto al 18enne di salire in auto, portandolo poi in un garage. L’auto era guidata dalla madre di uno degli aggressori. Una volta arrivati nel garage, i due ragazzi si sono scagliati come furie contro il 18enne: gli hanno messo, tra l’altro, un tubo di plastica in bocca, bloccandolo con un po’ di nastro adesivo. Il 17enne e il 18enne hanno picchiato il coetaneo, ma non è finita qui.

Gli aggressori hanno fumato uno spinello

Momenti tragici per un giovane di Avellino, in balia di due violenti coetanei. Il motivo di tale barbarie? Un debito di 25 euro. Ebbene sì, la vittima doveva restituire a uno dei ragazzi tale somma.

Dopo il pestaggio del garage, la coppia incivile ha fumato uno spinello ed ha condotto il 18enne in un noccioleto. Il ragazzo è stato legato a un albero e derubato dell’orologio.

‘Se non ti uccide il freddo ti uccido io domani’, avrebbe detto uno dei balordi prima di darsi alla fuga.

Nonostante le botte e la paura, il ragazzo campano è riuscito a liberarsi e chiedere aiuto ad alcuni carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Avellino.

I militari, dopo aver sequestrato il tubo e la corda usati per vessare il giovane campano, ha denunciato la coppia brutale.

La violenza giovanile

Ennesimo episodio di violenza giovanile. Ancora ragazzi che picchiano ragazzi. Episodi che testimoniano il profondo disagio di certi giovani che non riescono a rispettare le regole di pacifica convivenza, che non riescono a rispettare il prossimo.

La violenza è purtroppo una delle tante criticità esistenti ad Avellino, così come in altri centri campani. Proprio nei giorni scorsi era andata in scena la marcia degli studenti contro la violenza. Avellino era scesa in piazza, dopo Napoli, per manifestare la sua vicinanza a Federico Petrone, studente 19enne e talentuoso rapper colpito da un proiettile sparato da un 18enne di Contrada, durante un acceso diverbio.

Il corteo per dire ‘no’ alla violenza era partito dal liceo ‘L. Amabile”, ovvero la scuola che frequenta Petrone, arrivando poi dinanzi al Palazzo di Giustizia di Avellino. Molti ragazzi ostentavano un cartellone con su scritto ‘Giustizia per Federico’.

 

I promotori della marcia di solidarietà al ragazzo campano avevano detto: ‘Vogliamo giustizia perché questi episodi non debbano più ripetersi’. Belle parole, peccato che poche le ascoltano: lo testimoniano episodi analoghi a quello avvenuto nelle ultime ore.

Rischio emulazione

Il corteo si è fermato davanti al tribunale di Avellino per esortare Rosario Cantelmo, procuratore della Repubblica, a svolgere le indagini rapidamente. Il questore di Avellino, Luigi Botte, aveva chiosato: ‘Cerchiamo di non drammatizzare troppo rispetto a questi fenomeni anche perché così aumentiamo il rischio di emulazione nel mondo giovanile’.

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Una nuova violenza legata ai soldi, a un debito non saldato. L’anno scorso, a Palermo, i poliziotti avevano denunciato per rapina un 43enne gestore di un negozio nella zona di corso Tukory. Gli agenti si erano recati nel bar perché una persona aveva affermato di essere stata aggredita dal proprietario. La vittima della violenza aveva raccontato di essere stata prima offesa e poi colpita da un pugno al volto. L’aggressore avrebbe anche sottratto alla vittima il sacchetto della spesa.

Gli investigatori avevano scoperto che la vittima dell’aggressione aveva contratto un debito di 10 euro per diverse consumazioni fatte qualche giorno prima che, però, non aveva ancora pagato.

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