Cronaca

Incendio a Pomezia, nube tossica potrebbe contenere amianto

A Roma e provincia, in queste ore, non si fa altro che parlare del grosso incendio che, ieri, è scoppiato nella Eco X, azienda che tratta materiali che possono essere riutilizzati. Dopo lo scoppio dell’incendio, a Pomezia, Comune a sud di Roma, in cielo si è levata una gigantesca colonna di fumo nero che ha intimorito i residenti, e non solo. Era una giornata di sole ma, improvvisamente, quella colonna di fumo ha fatto scendere le tenebre a Pomezia. Quella nube scura e grande è stata avvistata da moltissime persone, residenti anche in altri Comuni. Un odore forte e intollerabile.

Eco X: incendio dove si stoccavano e smaltivano materiali

Tanta paura, ieri mattina, a Pomezia. Un rogo è scoppiato improvvisamente nello stabilimento della Eco X dove gli scarti industriali vengono stoccati e smaltiti. Al rogo si sono uniti un potente boato e varie esplosioni. Sul posto sono arrivati immediatamente i vigili del fuoco per domare il rogo. Quella coltre nera, però, è rimasta nell’aria. Ci vorranno giorni per non vederla più. Virginia Raggi, in quando sindaco della Città metropolitana di Roma, ha esortato gli abitanti di Pomezia a chiudere le finestre di casa. Chiusura obbligatoria delle finestre anche in uffici, negozi e ospedali. Evacuate le case che si trovano a circa 100 metri dal luogo dell’esplosione.

Finestre chiuse in 21 Comuni limitrofi

La colonna di fumo nero nell’aria è stata avvistata anche dalle persone che vivono nei Comuni limitrofi. I residenti in 21 Comuni dei Castelli Romani sono stati esortati a chiudere le finestre di casa. Il sindaco di Pomezia, il grillino Fabio Fucci ricorda invece ai suoi concittadini di pulire bene frutta e verdura. Ovviamente, le scuole sono state chiuse a Pomezia. Sulla serranda di un bar situato a pochi metri dallo stabilimento della Eco X è stato apposto un cartello con su scritto: ‘Bar chiuso a causa nube tossica’. Il traumatico episodio non ha causato intossicati ma adesso è allarme ambientale, poiché la zona è piena di terreni coltivati.

Narciso Mostarda, direttore generale dell’Asl Roma 6, ha affermato che è stato chiesto all’Arpa Lazio di ampliare le indagini ambientali perché è probabile che quella nube tossica contenga anche amianto. Il tetto dello stabilimento della Eco X, infatti, era stato costruito probabilmente con l’amianto. Indagini approfondite in merito verranno svolte probabilmente anche dagli esperti del Centro Regionale Amianto dell’Asl di Viterbo, che è già stata contattata.

Ecco la lista dei Comuni i cui cittadini sono stati invitati dalla Sindaca Raggi a chiudere le finestre, dopo l’esplosione di Pomezia: Frascati, Anzio, Nettuno, Ardea, Pomezia, Lavinio, Velletri, Albano Laziale, Nemi, Genzano, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Marino, Grottaferrata, Rocca Priora, Rocca di Papa, Colonna, Monte Porzio Catone e Montecompatri.

Ci vorranno diversi giorni per scoprire gli eventuali danni ambientali causati dell’esplosione che si è verificata ieri mattina nello stabilimento della Eco X a Pomezia. Intanto la Procura di Velletri ha aperto un’inchiesta per incendio colposo.

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