Prete pedofilo di Ponticelli: Papa Francesco vuole chiarezza

By | 17 febbraio 2018

prete-Ponticelli-abusi-Papa-FrancescoPapa Francesco vuole fare luce sulla vicenda del prete di Ponticelli che avrebbe abusato di diversi minori. Un prete pedofilo, secondo molti, che avrebbe minato lo sviluppo psicofisico di tanti bimbi. Adesso Papa Francesco vuole accertare se le indagini svolte in Vaticano e dalla Curia campana siano state eseguite minuziosamente. Gli accertamenti erano stati archiviati un paio d’anni fa. Il Pontefice ha deciso di riaprire le indagini anche perché una delle presunti vittime del parroco, Arturo Borrelli, oggi 40enne, ha deciso di denunciare il religioso. Borrelli ha riferito di essere stato stuprato dal parroco quando aveva 13 anni.

‘Dominato dalla sua personalità’

La presunta vittima degli abusi aveva rivelato al tabloid il Mattino: ‘Ero dominato dalla sua personalità, lusingato da questa amicizia. Quando succedeva ero impietrito, all’epoca non ne parlai con nessuno per vergogna’. Dopo gli abusi, il 13enne aveva cercato di condurre una vita il più possibile normale, anche se costantemente tartassato dallo spettro di quei terribili abusi. L’uomo è riuscito anche a sposarsi e avere dei figli ma a un certo punto ha necessitato di uno psicoterapeuta per arginare le continue crisi di panico.

Gravi problematiche emotive

In occasione delle sedute dallo psicoterapeuta erano emerse le gravi problematiche adolescenziali. Lo psicanalista aveva capito subito che l’uomo, da piccolo, era stato vittima di abusi. Violenze subite da un sacerdote di zona. Stranamente, però, la denuncia sporta ai carabinieri è caduta in prescrizione e quella alla diocesi di Napoli è stata archiviata. Adesso Papa Francesco vuole fare luce sulla storia misteriosa. Vuole scopre se l’iter investigativo sia stato rispettato in ogni fase. Ogni aspetto della vicenda, secondo Papa Bergoglio, deve essere ‘rischiarato’. Insomma, in storie così gravi e delicate non vi devono essere zone d’ombra.

Papa Francesco è stato colpito dalle recenti dichiarazioni rese dal 40enne napoletano, presunta vittima di abusi. Il Pontefice vuole fugare ogni dubbio riguardo a una chiusura un po’ troppo sbrigativa delle indagini condotte dalla diocesi partenopea. Che cosa, all’epoca, aveva portato gli investigatori a terminare le indagini, mettere il punto alle inchieste ed ordinare l’archiviazione?

Parroco benvoluto e rispettato

Il 40enne campano (nome di fantasia) ha accusato don Silverio Mura di abusi sessuali. L’uomo ha detto di essere stato abusato dal prete quando aveva 13 anni. Don Silverio Mura avrebbe abusato più volte dell’adolescente. Il religioso, all’epoca, era parroco della zona, quindi stimato e benvoluto da tutti. Nessuno pensava ovviamente che fosse un orco.

‘Diceva che il mio seme lo aiutava a stare meglio, a curarsi. Solo a 16 anni mi sono sottratto al suo dominio, all’epoca non ne parlai con nessuno per vergogna’, ha confessato il 40enne.

Diego fa la guardia giurata e un giorno aveva accusato un malore. Un disturbo dovuto ai traumi psichici subiti in adolescenza. Il 40enne aveva deciso di recarsi dal dottor Alfonso Rossi, psichiatra che ha coordinato per molto tempo l’unità malattie mentali dell’ospedale di S. Maria Capua Vetere. Dagli esami psicologici è subito emerso un passato costellato di violenze sessuali. Nonostante ciò, le denunce sporte dalla vittima degli abusi sono andate a vuoto: una prescritta e l’altra archiviata. Strano, no?

Vista la prescrizione del reato penale, al 40enne non era rimasto che rivolgersi alla giustizia canonica. Nel 2010 chiese un colloquio col Cardinale Sepe ma nessuno gli rispose; l’anno successivo riuscì a parlare un po’ con il vescovo ausiliare Lucio Lemmo. Tale dialogo però risultò vano perché non venne mai avviato alcun procedimento.

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