Curiosità

Primo trapianto di pene e scroto al mondo su reduce Afghanistan

Trapianto di pene e scroto negli Usa, la prima volta al mondoComplimenti al team di medici che, negli Stati Uniti, hanno eseguito il primo trapianto di pene e scroto al mondo. Il paziente è un sergente gravemente ferito a causa di una esplosione in Afghanistan, diversi anni fa. Richard Redett, coordinatore del team di trapianti, ha detto che il militare, di cui non è stato reso noto il nome, si sta riprendendo e presto potrà recuperare le sue funzioni sessuale e urinarie. Redett ha parlato dello straordinario intervento chirurgico, durato 14 ore, durante una conferenza stampa che si è svolta ieri a Baltimora, presso l’ospedale Johns Hopkins.

Non si tratta del primo trapianto di pene al mondo

Per la prima volta al mondo, lo scorso marzo sono stati impiantati pene e scroto a un paziente, nello specifico a un reduce dell’Afghanistan. Bisogna evidenziare che non si tratta del primo trapianto di pene al mondo (eseguito nel 2014 in Sud Africa) e nemmeno il primo negli Usa (effettuato 2 anni fa presso il Massachusetts General Hospital di Boston). Quello eseguito lo scorso marzo è senza dubbio il trapianto più importante fino ad oggi.

I chirurghi americani durante l’intervento hanno eseguito un importante innesto cutaneo che copriva gran parte dell’addome, dello scroto e del pene del sergente, collegando 4 vene, 3 arterie e 2 nervi per favorire il flusso sanguigno e fornire la sensazione agli stimoli al tessuto donato. Il personale sanitario del nosocomio americano ha detto che l’esplosione dell’ordigno, in Afghanistan, non aveva danneggiato gli organi interni del soldato.

Paziente non ha ricevuto i testicoli del donatore

Damon Cooney, chirurgo che ha operato il reduce dell’Afghanistan, ha detto: ‘Il sergente non ha ricevuto testicoli dal suo donatore per evitare i problemi etici che potrebbero insorgere se in seguito avesse avuto figli. I testicoli avrebbero contenuto liquido seminale del donatore recentemente deceduto’.

Per ovvie ragioni di privacy, non è stato identificato nemmeno il donatore, di cui non si conosce la causa di morte. I suoi familiari però hanno hanno elogiato, mediante un comunicato, il servizio del sergente al suo Paese, evidenziando che nella famiglia del donatore ci sono molti veterani militari.

‘Siamo così grati di dire che il nostro caro sarebbe orgoglioso e onorato di sapere di avervi offerto un regalo così speciale’, recita un comunicato letto da Alexandra Glazier, presidente e CEO di New England Donor Services, associazione che ha organizzato la donazione. Il comunicato continua così: ‘Speriamo che tu possa riprenderti molto presto e continuiamo a augurarti una pronta guarigione’.

Rischio rigetto

Il trapiantato dovrebbe tornare ad urinare in totale autonomia, secondo il dott. Redett, nel giro di qualche giorno, ovvero quando verrà dimesso dall’ospedale. Ci vorranno almeno 6 mesi invece per condurre nuovamente una vita sessuale normale. Il dott. Redett, comunque, si è detto fiducioso al riguardo. I nervi devono ancora svilupparsi. Il medico Gerl Brandacher ha asserito che ‘il corpo del ricevente può rifiutare il tessuto donato in qualsiasi momento, quindi deve essere in terapia continua per controllare il suo sistema immunitario’.

Il rischio di rigetto c’è sempre dopo trapianti del genere ma in questo caso, per ridurlo al minimo, al paziente è stato impiantato anche il midollo osseo del donatore.

Le gravi lesioni all’apparato urinario e sessuale incidono negativamente sull’autostima e sulle relazioni sociali ed ‘intime’ dei pazienti.

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