Primo trapianto di testa al mondo effettuato dal ‘dottor Frankenstein’ italiano

By | 18 novembre 2017

La chirurgia made in Italy fa ancora una volta parlare di sé in tutto il mondo. In questo caso a sollevare dibattiti è lo scienziato Sergio Canavero, che ha effettuato il primo trapianto di testa umana al mondo. L’intervento è stato svolto in Cina ed è durato 18 ore. L’esperto italiano, ribattezzato ‘dr. Frankenstein’, ha ricollegato con successo i vasi sanguigni, la spina dorsale e i nervi. Un’operazione complessa e definita ‘inquietante’ da vari scienziati. Due anni fa, il professor Canavero, ex direttore del pool avanzato di neuromodulazione di Torino, aveva dichiarato di voler trapiantare il capo di un uomo paralizzato sul corpo di un donatore morto. Il luminare aveva anche spiegato come avrebbe agito: prima avrebbe raffreddato i corpi per rendere più lento il loro metabolismo; poi sarebbe intervenuta la recisione della colonna vertebrale. Infine l’unione dei vasi sanguigni e i nervi della testa a quelli del corpo del donatore.

‘Prenderemo il destino tra le nostre mani’

Il ‘dr. Frankenstein’ italiano, ovvero Sergio Canavero, vuole rendere realtà quello che finora si era letto nei libri. Ciò per rendere migliore la vita di tante persone, come quelle paralizzate o affette da gravi malattie.

Sergio Canavero, attualmente residente in Cina, afferma di aver ricollegato la colonna vertebrale di un cane dopo che quasi tutto il suo corpo era stato dilaniato.

‘Per troppo tempo la natura ci ha dettato le sue regole: siamo nati, cresciamo, invecchiamo e moriamo. Per milioni di anni gli esseri umani si sono evoluti e 100 miliardi di esseri umani sono morti. Questo è un vero e proprio genocidio. Siamo entrati in un’era in cui prenderemo il nostro destino tra le nostre mani, cambierà tutto, cambierà a tutti i livelli. Il primo trapianto umano su cadaveri umani è stato fatto, tutti hanno detto che era impossibile, ma l’intervento ha avuto successo’, ha affermato, con letizia, l’esperto italiano.

Canavero sostiene che in futuro si potranno effettuare tanti trapianti di testa. Il lavoro del chirurgo italiano, però, è stato criticato dalla comunità medica. Il professor Jan Schnupp, dell’Università di Oxford, ha detto ad esempio che l’intervento evoca ‘immagini sanguinarie, immagini di Frankenstein’, oltre a bollare come ‘inquietanti’ le proposte del professore italiano: ‘Il valore terapeutico atteso per il paziente sarebbe minimo, mentre i rischi di effetti collaterali legati al rigetto dell’innesto, o semplicemente la morte come effetto di un ostacolo durante l’operazione, sono enormi. Tentare una cosa del genere dato lo stato dell’arte attuale sarebbe a dir poco criminale…’.

Un progetto ‘moralmente sbagliato’?

Concorda con il professore Schnupp anche il dott. James Fildes, dell’Università di Manchester, secondo cui il progetto è ‘moralmente sbagliato’.

‘Il successo effettivo di un trapianto di testa deve essere misurato dalla sopravvivenza a lungo termine della testa e del corpo con la funzione motoria ben controllata dalla testa. Questo ovviamente non può essere valutato in un cadavere e, per quanto ne sappiamo, non si verificherebbe nemmeno in un essere umano vivente’, ha invece detto la professoressa Catherina Becker, dell’Università di Edimburgo.

Le critiche, comunque, non scoraggiano Sergio Canavero, certo di poter sottoporre presto a un delicato intervento chirurgico Valery Spiridonov, un malato terminale di 30 anni affetto dalla malattia di Werdnig-Hoffmann. Valery aveva detto, durante un’intervista a Good Morning Britain, di voler migliorare la sua vita.

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