Ragazza russa si alza la gonna nel metrò, ecco perché: VIDEO

By | 29 ottobre 2017

Anna Dovgalyuk si alza la gonna contro l'upskirtingUna ragazza russa che indossa un vestito rosso  cammina e, a un certo punto, si alza la gonna davanti a tutti. Il video sta facendo il giro del mondo ed ha ottenuto oltre 700.000 views. La protagonista è Anna Dovgalyuk, una studentessa russa che non è certo fuori di testa. Non si è alzata la gonna perché è squilibrata, ma per protestare contro l’upskirting, ovvero la squallida pratica di fotografare sotto la gonna di ignare donna. Ecco allora che Anna si è fatta immortalare in diverse stazioni del metrò di San Pietroburgo mentre si alzava la gonna. Anna si definisce attivista pubblica ed è contraria all’indecente atteggiamento di certi uomini che, specialmente nelle stazioni della metropolitana e nei luoghi affollati si mettono a scattare foto, di nascosto, sotto le gonne delle donne. Il filmato, che è diventato virale, è corredato dalla seguente didascalia: ‘Questo video è dedicato a tutti quelli che amano guardare sotto le gonne. A nome di tutte le donne che sono diventate le vostre vittime, guardate qui! E state lontani da noi’. 

Una prassi becera dovuta all’exploit degli smartphone

Un singolare modo, quello scelto dalla Dovgalyuk, per dire ‘no’ all’upskirting. Il fenomeno di guardare sotto la gonna delle donne è diventato alquanto diffuso da quando la tecnologia ha fatto passi da gigante e sono state create fotocamere e smartphone potenti. L’upskirting potrebbe definirsi come una ‘branca’ del voyeurismo 2.0.

Per upskirting si intende scattare foto sotto le gonne delle donne prima che se ne accorgano. Una scrittrice 25enne di Londra era stata immortalata da un guardone. Se n’era accorta poco dopo ed aveva chiamato la Polizia. Gli agenti avevano scoperto che sul telefonino dell’uomo c’erano foto ritraenti ‘le parti basse’ della donna. Quel guardone era stato obbligato a cancellare le foto. Caso chiuso. La scrittrice reputa inammissibile che tale atteggiamento non venga punito e per questo ha lanciato una petizione per cambiare le cose.

La campagna per rendere illegali le foto frutto dell’upskirting è stata firmata da oltre 53.000 persone. La ragazza londinese vittima dell’upskirting ha scritto: ‘Durante il British Summer Time Music Festival di Londra, i due uomini di cui ho oscurato i volti, nella foto sopra, avevano scattato foto al mio… beh, sapete cosa voglio dire, senza che  ne fossi al corrente’. 

La scrittrice 25enne ha affermato che in Gran Bretagna l’upskirting è una pratica comune che purtroppo non viene perseguita, o comunque non viene punita nel modo giusto.

‘Succede regolarmente a tante donne. Noi cerchiamo di sollecitare la Polizia a perseguire l’azione, sensibilizzando altresì l’opinione pubblica sulla gravità di tale comportamento. Vogliamo che la legge specifichi che si tratta di un reato sessuale e che c’è una vittima’, ha aggiunto la scrittrice di Londra.

Upskirting: molestia da perseguire

Russia, Regno Unito, Francia, Italia e non solo. L’upskirting è una pratica diffusa e deprecabile. Le vittime sono le donne. Accade ovunque e spesso le vittime sono ignare di tutto. L’upskirting va certamente annoverato tra le molestie sessuali e va punito. L’ampia diffusione del detestabile fenomeno è dovuta senza dubbio all’avvento degli smartphone. Adesso molte donne, come la scrittrice londinese e Anna Dovgalyuk, dicono ‘no’ alla deplorevole abitudine di certi maniaci. Speriamo che le autorità non facciano ‘orecchie da mercante’.

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