Animali

Regione Lazio, mattatoio per gestire problema cinghiali

Cinghiali nel Lazio: piaga da risolvere con mattatoio regionaleNel Lazio, come in altre regioni italiane, la presenza dei cinghiali costituisce un serio problema sia per gli allevatori che per gli agricoltori e i cittadini. Come fare per gestire l’emergenza cinghiali? Con la creazione di un mattatoio. Ebbene sì, sembra che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti abbia intenzione di istituire un mattatoio regionale, visto che negli ultimi 4 anni i suidi hanno provocato 1320 incidenti stradali. La proposta è stata lanciata, in realtà, dall’assessore all’Ambiente Mauro Buschini e dall’assessore all’Agricoltura Carlo Hausmann ed è stata approvata dalla Giunta laziale. L’obiettivo è ridurre gli ‘impatti provocati dal cinghiale alle attività antropiche e alla biodiversità del Lazio’.  Ormai i cinghiali sono troppi nel Lazio. Tali animali non si trovano solo nelle campagne ma spesso si avvicinano anche ai centri urbani, minacciando l’incolumità dei cittadini.

La situazione è ‘fuori controllo’ in molte aree del Lazio

Troppi cinghiali nel Lazio, e quindi troppi pericoli. Una problematica che, secondo la Regione Lazio, potrebbe essere risolta con la creazione di un mattatoio regionale. La Giunta regionale dice che in molte zone del Lazio la situazione è letteralmente ‘fuori controllo’ e quindi è impossibile garantire la coesistenza degli animali e delle persone sulla stessa area. Quella dei cinghiali è diventata una vera piaga. Tanti esemplari, negli ultimi anni, sono stati uccisi dai cacciatori ma adesso la Giunta Zingaretti intende incrementare gli abbattimenti.

In arrivo nella Regione Lazio un nuovo mattatoio, dove verranno eliminati molti cinghiali, e una normativa che disciplina il commercio della carne. Non finisce qui: verranno adottate soluzioni per allontanare i suidi dalle campagne e dalle strade, come reti elettrificate e dissuasori sulle strade.

Enpa contrario al piano di Zingaretti

L’Enpa non condivide il Piano del Lazio contro i cinghiali perché prevede, tra l’altro, una maggiore libertà di caccia anche nelle zone protette e in ogni periodo dell’anno. In parole povere, la Protezione animali non accetta la semplificazione delle uccisioni dei cinghiali e la successiva vendita della carne. Andrea Brutti, membro dell’Ufficio Fauna selvatica dell’Enpa, aveva spiegato: ‘Sostenere che gli abbattimenti sono funzionali a prevenire presunti danni ed eventuali problemi di convivenza con i selvatici è una favola a cui credono, per ovvi motivi, soltanto i cacciatori. Infatti sono più di 20 anni che si spara agli animali con il pretesto di diminuirne il numero eppure ci troviamo sempre a fare i conti con allarmi circa presunte emergenze demografiche’.

L’Enpa dice ‘no’ dunque al progetto della Giunta Zingaretti per ridurre il numero di cinghiali perché l’esperienza ha dimostrato che sparare ai suidi ed ucciderli non provoca un decremento della popolazione di cinghiali.

Join The Discussion

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.