Cronaca

Richiedente asilo del Niger rapisce bimba, voleva vendicarsi

niger-immigrato-bimba-firenzeNiger e Nigeria. Nazioni dove è difficile vivere e sopravvivere. Paesi minati da conflitti interni e povertà, tanta povertà, che spinge i cittadini, stremati e debilitati, alla fuga. Non bisogna stupirsi, dunque, se in Italia, Francia e in altre nazioni europee le comunità del Niger e della Nigeria siano abbastanza considerevoli. Purtroppo i migranti del Niger e della Nigeria assurgono spesso agli onori del cronache per fatti vergognosi, come quello delle ultime ore a Firenze, dove un richiedente asilo del Niger ha cercato di rapire una bimba di 2 anni ed ha minacciato di gettarsi nelle acque del fiume Sieve.

Bimba salva

Prima ha bloccato la bimba e poi l’ha portata nei pressi del fiume toscano, minacciando di tuffarsi. Il richiedente di protezione internazionale, 27 anni, è stato prontamente fermato dai carabinieri. La piccola, figlia di connazionali del 27enne, è salva. Secondo le ultime informazioni, l’immigrato soggiorna in un centro di accoglienza. Prima viveva nella casa di alcuni connazionali. La famiglia però lo aveva allontanato e denunciato per violenza sessuale ai danni della moglie e maltrattamenti in famiglia. E’ proprio questa la ragione per cui il 27enne ha rapito la bambina. Si è voluto vendicare nei confronti dei connazionali che lo avevano denunciato e allontanato dalla loro abitazione, costringendolo a vivere in una struttura protetta.

Dopo aver divelto due porte del centro di accoglienza, il richiedente asilo del Niger ha preso con la forza la bimba dalla madre e, dopo aver percorso a piedi circa 2 km, ha minacciato di percuotere la minore con un bastone e scagliarla nel fiume Sieve. I militari, che nel frattempo erano stati avvertiti, si sono messi alla ricerca dello straniero e, dopo averlo avvistato, lo hanno immobilizzato. Qualche carabiniere ha riportato anche ecchimosi e ferite lievi durante la colluttazione. La bambina, infreddolita e spossata, è stata immediatamente trasportata all’ospedale di Borgo, dove è stata sottoposta ad alcuni esami. I sanitari hanno riscontrato un forte stato di ipotermia. Il richiedente asilo del Niger deve rispondere di minacce aggravate, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Niger e Nigeria: nazioni difficili

Stranieri protagonisti di storie cronaca nera. Nelle ultime ore si è parlato di un triste fatto risalente al luglio scorso, avvenuto a Firenze. Una 23enne aveva respinto le pesanti avances del proprietario di casa 43enne ed era stata lanciata dalla finestra. La giovane, dopo un volo di circa 9 metri, si era salvata ma aveva riportato serie lesioni alla spina dorsale. Non potrà più camminare. La vita della nigeriana è cambiata una sera, quando è rimasta sola con il connazionale 43enne. L’uomo le ha chiesto di consumare un rapporto ‘intimo’. Lei ha detto no e lui, furioso, l’ha presa con la forza e gettata dalla finestra, facendole fare un volo di svariati metri e condannandola alla sedia a rotelle. La povera nigeriana non potrà più camminare. Il 43enne Daniel Chukwuka è stato arrestato. All’inizio aveva detto agli investigatori che la ragazza si era lanciata da sola dal balcone; poi la verità è emersa dalle parole della 23enne. Dopo essersi svegliata dal coma, la straniera aveva raccontato di essere stata presa e gettata dalla finestra dal proprietario di casa.

Nigeriano aggredisce passanti a Napoli

Nigeriani che arrivano in Italia e lavorano, ed altri che commettono reati. Giorni fa, a Napoli, un giovane nigeriano ha ferito diversi passanti col collo di una bottiglia. Il profugo 20enne, dopo aver scatenato il panico nel capoluogo campano, è stato bloccato ed arrestato dai poliziotti. I 3 feriti sono stati trasportati all’ospedale. Uno di essi, il più grave, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Portato in ospedale anche l’immigrato, poiché aveva riportato ferite alla mano. Gli investigatori stanno ancora svolgendo indagini sulle condizioni psicologiche e fisiche del nigeriano 20enne. L’italiano operato, 39 anni, ha riportato gravi ferite alla nuca ma, per fortuna, non è in pericolo di vita. Le altre due persone ferite se la sono cavata con una prognosi di 10 e 3 giorni. I poliziotti di Napoli hanno scoperto che l’aggressore nigeriano soggiornava in un centro di accoglienza migranti di Avellino.

Tra lotte interne, carestie e tentativi di fuga

In Nigeria e in Niger si lotta, si muore e si scappa. Molti residenti sfidano i controlli e cercano a tutti i costi di raggiungere la Libia, seguendo tratte molto pericolose, frequentate anche da diversi gruppi jihadisti e trafficanti di armi e sostanze stupefacenti. ‘Temiamo che entrino in contatto con criminali o terroristi. Un migrante (o un trafficante) in difficoltà e senza soldi può accettare proposte di ogni tipo’, ha osservato recentemente Azaoua Mahaman, esperto di Niger dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni. In merito all’operatività di organizzazione criminali e jiadiste in zona, Arije Antinori, studioso EU di terrorismo e coordinatore di CRI.ME LAB ‘Sapienza’ Università di Roma, dice come tali reti si siano dovute adeguare, spartendo le stesse rotte, con cui ‘muovono qualsiasi prodotto criminale’, dai profughi bloccati in Nigeria alla cocaina che arriva dal Sudamerica.

Molti esperti temono che Agadez stia diventando il luogo principale dove i terroristi assoldano reclute. A manifestare il timore, ultimamente, sono state anche le Nazioni Unite, che hanno svolto un’accurata indagine al riguardo. Molti giovani diventano jihadisti per motivi economici più che religiosi. Insomma, sono le difficoltà economiche a portare molta gente ad arruolarsi nelle file dell’Isis o di altre organizzazioni terroristiche. Dallo studio dell’ONU, fondato su interviste a 495 jihadisti, fuoriesce uno spaccato drammatico: la maggioranza dei coscritti delle organizzazioni terroristiche viveva in zone povere e disagiate, dove lo Stato è considerato un nemico perché assente. Chi vive ad Agadez reputa lo Stato come un’entità corrotta che vuole solo il male dei cittadini, non il bene. Ecco allora che l’Isis, Boko Haram ed altre organizzazioni terroristiche rappresentano le uniche soluzioni per una vita migliore.

In Italia e in altri Paesi europei vivono molti soggetti originari del Niger. Eppure le autorità della nazione africana hanno seguito le raccomandazioni di Bruxelles, bloccando le migrazioni verso il Nord Africa. L’Esecutivo del Niger ha anche promesso aiuti economici. Per la Ngo Global Health Advocates il vero problema è che la maggioranza dei fondi governativi è servita a finanziare le attività di sicurezza e quelle relative alle migrazioni, invece di sostenere progetti per risanare l’economia del Niger. Quindici sindaci della regione di Agadez hanno detto che nessuno ha fatto niente per contrastare il business dei migranti. In un comunicato diffuso mesi fa si legge: ‘Questi ragazzi si sono fidati di noi e hanno smesso di trasportare persone in Libia. Si aspettavano alternative, come promesso dall’Europa, ma ancora non abbiamo visto niente. Le agenzie europee gestiscono i loro progetti senza coinvolgerci. Si comportano come se non esistessimo. I Paesi che fanno partnership con le nostre autorità devono capire che non si può fermare il traffico di migranti se non si coinvolge la gioventù locale, se non coinvolgono noi’.

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