Rigopiano: le risate del dipendente Anas prima della sciagura

By | 29 novembre 2017

C’era chi rideva prima della tragedia dell’hotel Rigopiano, costata la vita a 29 persone. C’era chi faceva battute al telefono. Carmine Ricca, dipendente dell’Anas, aveva detto al telefono, un’ora prima che una valanga investisse l’hotel Rigopiano di Farindola: ‘E insomma, mica deve arrivare a Rigopiano? Perché se dobbiamo liberare la spa, al limite ci andiamo a fare pure il bagno’. Il suo interlocutore, Paolo Incecco, coordinatore del settore viabilità della Provincia si era messo a ridere, divertito e ignaro di quello che di lì a poco sarebbe accaduto.

Una squallida battuta sull’hotel Rigopiano

Anche questa è Italia. Gente che si diverte mentre lavora, gente che assume impegni con troppa leggerezza. Superficialità che rischia di costare la vita a tanta gente.

Quella battuta di Ricca risale alle 15.35 del 18 gennaio 2017. Dalla nota della Squadra mobile di Pescara, finita sul tavolo della Procura di Pescara, si evince che Ricca continuava a ridere, affermando: ‘Cioè, ho capito che dobbiamo arrivare fin lì, però insomma è una bella tirata, lo sai meglio di me’.

Un intervento tardivo in una zona a rischio valanghe. Poi le vittime. Il dramma all’hotel Rigopiano si poteva evitare. Bastava una maggiore attenzione e più precisione su diversi versanti.

Carta Valanghe inesistente

In Abruzzo, quando la valanga aveva travolto l’hotel Rigopiano, mancava una Carta Valanghe. Se ci fosse stata, oggi quelle 29 persone morte sarebbero tra noi.

La Carta Valanghe della Regione Abruzzo è stata redatta successivamente alla tragedia. Come al solito: prima i morti e poi i provvedimenti seri. A realizzare la Carta è stato il geologo dell’Università di Siena Roberto Nevini.

Valanghe killer in Abruzzo

Quella sciagura all’hotel Rigopiano si poteva evitare. In una nota dei carabinieri Forestali si fa riferimento alla ‘consapevolezza del rischio’ da parte dei dirigenti regionali. Cosa significa? Beh, che molti erano al corrente dell’alto rischio valanghe, in quella zona, ma nessuno aveva fatto nulla.

Nell’ultimo ventennio, le valanghe hanno ucciso più di 20 persone in Abruzzo.

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