Totò Riina malato e non pentito: ‘A me non mi piegheranno’

By | 20 luglio 2017

Totò Riina anziano e malato, ma non pentitoIl ‘Capo dei Capi’ Totò Riina, vertice indiscusso di Cosa Nostra è anziano e malato ma, a quanto pare, non pentito. Il boss mafioso è attualmente all’ospedale di Parma per le sue precarie condizioni di salute, in regime di 41 bis, ovvero il carcere duro. La detenzione non piega Totò che non vuole assolutamente chiedere benefici allo Stato; semmai è il suo avvocato a chiederli. L’86enne avrebbe detto di recente alla moglie, Ninetta Bagarella, durante una chiacchierata in ospedale: ‘Io non mi pento… A me non mi piegheranno. Io non voglio chiedere niente a nessuno. Mi posso fare anche 3.000 anni, no 30 anni’. La vecchiaia e le malattie, dunque, non hanno fatto svanire l’atteggiamento autoritario del ‘Capo dei Capi’, che non si pente e non chiede nulla allo Stato, neanche sconti di pena e domiciliari. Intanto il Tribunale di Sorveglianza ha stabilito che il boss resterà in stato di detenzione. Il legale dell’86enne aveva chiesto ancora una volta di valutare le pessime condizioni di salute del suo assistito, decisamente incompatibili, secondo lui, con il regime carcerario. Per i giudici, invece, le condizioni del boss mafioso sono tali da consentirgli la detenzione in carcere. Assolutamente esclusa la detenzione domiciliare.

Il sequestro di beni riconducibili a Riina

I magistrati, nello stabilire che Totò Riina è in condizioni di salute non incompatibili con il regime carcerario, hanno evidenziato che ‘al detenuto viene assicurata un’assoluta tutela del diritto alla salute sia fisica che psichica’. Le intercettazioni poi mostrerebbero che il ‘Capo dei Capi’ è ancora sveglio e pericoloso. E’ proprio delle ultime ore la notizia del sequestro, in Sicilia, di beni del valore di oltre un milione di euro riconducibili a Riina. Segno che il mafioso, nonostante vecchio, malato e detenuto dispone ancora di molti soldi e beni.

Riina è malato e anziano. Su questo non vi sono dubbi. Per i giudici, però, non è possibile concedergli la detenzione domiciliare anche perché ‘nel reparto detentivo ospedaliero, ossia in stanza dotata di tutti i presidi medici e assistenziali necessari alla cura di una persona anziana viene assistito giornalmente da un fisioterapista e dispone quotidianamente, senza necessità di spostamento alcuno, di un importante intervento assistenziale espressamente finalizzato al mantenimento della residua funzionalità muscolare.  In parole povere, il padrino non verrebbe assistito in modo migliore in altri luoghi. L’avvocato di Riina, però, non demorde e annuncia ricorsi. Ancora.

Sequestrata anche la sontuosa villa a Mazara del Vallo

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Riina dispone ancora di molti beni in Sicilia, gestiti finora dalla moglie e dai figli. Dopo numerose indagini, i carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Trapani e Palermo hanno sequestrato beni per oltre un milione di euro, nello specifico una villa, tanti terreni, 3 aziende e 38 rapporti bancari. Gli inquirenti sono arrivati a sequestri dopo aver notato un forte squilibrio tra la dichiarazione dei redditi di Riina e quelle dei suoi parenti. La circostanza ha fatto ritenere agli investigatori che i congiunti del ‘Capo dei Capi’ attingessero a ‘sorgenti finanziarie’ illecite. Gli inquirenti erano rimasti stupiti anche dal fatto che Ninetta Bagarella, moglie di Riina, sebbene senza reddito fosse riuscita ad emettere assegni per oltre 40.000 euro in favore dei familiari in carcere.

Tra i beni immobili sequestrati nelle ultime ore a Totò Riina c’è la sontuosa villa di 5 vani a Mazara del Vallo, magione dove il boss passò parte della sua latitanza. Ovviamente, i beni sequestrati erano intestati a prestanomi. Formalmente, dunque, il padrino non risultava proprietario di nulla.

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