Rinuncia alla chemioterapia: giudice sostiene dodicenne

By | 11 luglio 2017

Dodicenne rinuncia alla chemioterapia, giudice olandese lo sostieneUn ragazzino olandese di 12 anni, David, teme gli effetti collaterali della chemioterapia e per questo non vuole sottoporsi alle sedute. David è malato di tumore e sa bene che senza chemioterapia si riducono di molto le sue probabilità di restare in vita. Nonostante ciò, lui dice no alla chemio e, di recente, la sua decisione è stata sostenuta anche dal magistrato d’Appello olandese. Un dodicenne ha il diritto di rinunciare alla chemio secondo il giudice che è intervenuto su un caso che ha fatto discutere molto in Olanda. La vicenda era stata portata davanti ai giudici dal padre del minorenne, dopo la decisione del Tribunale. Adesso la Corte d’Appello lo ha gelato, dando ragione al piccolo.

Senza chemio si riducono le probabilità di restare in vita

Un dodicenne può decidere se sottoporsi o meno alle sedute chemioterapiche. Se ha paura degli effetti collaterali, dunque, può tranquillamente evitare i farmaci chemioterapici. E’ questo il ragionamento seguito da un giudice d’Appello olandese, che ha appoggiato David, il dodicenne affetto da cancro al cervello. Dopo una delicata operazione e la radioterapia, il ragazzino avrebbe dovuto sottoporsi a un ciclo di chemio. Il timore degli effetti collaterali, però, ha portato il bimbo a rinunciare alle sedute chemioterapiche, pur sapendo che così riduce del 50% le probabilità di restare in vita. Il papà di David vorrebbe tanto che il figlio si sottoponesse alla chemio; la madre, invece, sostiene il piccolo. I genitori di David sono divorziati. La Corte d’Appello olandese, prima di emettere il verdetto, aveva sentito gli psicologi. Secondo questi, il piccolo David è capace di intendere e volere, quindi può decidere autonomamente se seguire la chemio oppure no.

Il diritto di autodeterminarsi

La mamma del dodicenne olandese malato di tumore è una fervida sostenitrice della medicina alternativa, quindi non ha potuto che approvare la scelta del figlio di sottrarsi alle sedute di chemioterapia. Secondo il padre di David, il bimbo sarebbe stato influenzato dalla madre, contraria alla medicina tradizionale. Il giudice, invece, non lo pensa, riconoscendo la prevalenza del diritto di autodeterminarsi del dodicenne: ‘David è preoccupato soprattutto degli effetti collaterali della chemioterapia e del peggioramento della qualità della sua vita. Le principali procedure mediche richiedono il suo consenso, prendendo in considerazione il suo diritto all’autodeterminazione. E David ha preso la sua decisione’. Secondo la giustizia olandese, il dodicenne affetto da cancro al cervello può capire cosa è meglio per se stesso e gli effetti delle sue azioni, anche quelli avversi. Non sussistono ragioni, dunque, per disattendere la volontà di David.

Martine De Vries, pediatra olandese, ha detto che la decisione del giudice d’Appello riflette la legge olandese e la prassi sanitaria. E’ difficile, comunque, per molte persone, accettare decisioni altrui con conseguenze sfavorevoli. Il piccolo David sa bene che l’assenza della chemio riduce molto le sue probabilità di restare in vita ma ha fatto la sua scelta perché non vuole subire gli effetti traumatici dei farmaci chemioterapici.

La legge sull’eutanasia, approvata in Olanda nel 2012, prevede che ogni paziente, dai dodici anni in su, può decidere autonomamente di terminare la propria vita se prova molto dolore, a causa della patologia, e non vi sono prospettive di miglioramento.

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